Per lei la moda è sempre stata una scusa per parlare di politica: la stilista anarchica Vivienne Westwood oggi compie 80 anni, vissuti tra gli abiti, le battaglie e l'attivismo politico. Una vita da pioniera: insofferente a tutte le regole, ambientalista e vegetariana prima del tempo, matriarca della moda inglese quando le stiliste donne si contavano sulle dita di una mano. Vivienne Westwood è stata iconoclasta e poi icona a sua volta: prima ha scandalizzato tutti con le sue creazioni punk, poi è finita nei musei. Prima ha cucito la bocca della regina Elisabetta sulle sue t-shirt stampate poi è stata nominata Ufficiale dell’Eccellentissimo Ordine dell’Impero Britannico, presentandosi a Buckingham Palace senza biancheria intima (per la gioia dei fotografi). Prima le spille del punk, poi i volant del new romantic. E anche nella vita privata ha deciso di fare a modo suo, sposando uno studente di trent'anni più giovane. Ma tra tutte le sue battaglie, la più appassionata è stata quella per l'ambiente: abituata a creare i suoi abiti con materiali riciclati, ha sempre detto che la gente dovrebbe comprare meno, scegliere meglio e imparare a riparare i propri abiti. Una frase di buon senso che diventa rivoluzionaria se pronunciata da chi per mestiere vende vestiti.

La stilista che ha inventato il punk

Vivienne Westwood nacque nella campagna inglese in pieno periodo bellico, nel 1941, e si trasferì a Londra a 17 anni. Da bambina conobbe il razionamento e le privazioni, crescendo con l'idea che non si spreca nulla: una filosofia che è rimasta il suo credo anche da stilista. Abbandonati gli studi, ha iniziato a vendere gioielli di sua creazione in Portobello Road mentre lavorava come maestra. Ma è solo dopo l'incontro con Malcolm McLaren (il futuro manager dei Sex Pistols) che ha deciso di fare delle sue creazioni un mestiere. I due aprirono un negozio che diventò la Mecca delle subculture londinesi: la boutique SEX cambiò più volte nome, ma quel che conta è che diventò il centro gravitazionale della cultura punk. Tra i clienti regolari c'erano Iggy Pop, Billy Idol e Alice Cooper. Lì nacquero i Sex Pistols: Malcom diventò il loro agente, Vivienne si occupava del look, cucendo addosso a loro l'estetica del punk. Spille da balia, pelle, borchie, t-shirt con slogan estremi. Il suo obiettivo dichiarato era distruggere il conformismo. Ma anche il sogno di ribellione si estinse presto: a quel punto iniziò la seconda vita di Vivienne Westwood come stilista. Si è rimessa a studiare e ha ricominciato da zero: via il nero, via le spille da balia, via l'estetica del brutto. La sua nuova fonte di ispirazione diventarono i pirati con il loro mondo di sottogonne, gorgiere, velluti. Vivienne Westwood diventò la paladina del new romantic degli Spandau Ballet, portando in passerella corsetti, crinoline e volant. Per prima sdoganò la lingerie a vista e fece del tartan il suo punto di riferimento, tanto che ne esiste una variante che porta il suo nome.

Vivienne Westwood indossa le sue creazioni
in foto: Vivienne Westwood indossa le sue creazioni

Dall'ambiente ai diritti civili, le battaglie di Vivienne Westwood

Nelle interviste ha sempre dichiarato di usare la moda per fare politica, per avere una voce e mandare dei messaggi. Dalla campagna per il disarmo nucleare ai diritti delle coppie omosessuali, ha preso posizione su moltissimi temi. Non solo con un tweet: è scesa in piazza (e continua a farlo) ha mandato lettere, ha sostenuto battaglie politiche. Ma la causa che ha più vicina al cuore è sempre stata quella ambientalista: è vegetariana sin da quando era giovane, ben prima che la filosofia veg prendesse piede, e il riciclo è nel suo dna creativo. La sua battaglia contro il cambiamento climatico però le è valsa varie accuse: come può parlare di sostenibilità chi lancia una collezione di abiti dopo l'altra, alimentando il consumismo? Ma contro ogni logica di marketing Westwood ha sempre incoraggiato chi non poteva permettersi i suoi abiti "a fare da sé" e esortava il pubblico a "comprare meno e riparare di più".

La stilista durante una protesta a Londra
in foto: La stilista durante una protesta a Londra

Anticonformista anche nella vita privata

Vivienne Westwood ha avuto tre matrimoni: il primo marito le ha lasciato il cognome e un figlio, Benjamin. Poi arrivò Malcolm McLaren: il loro fu un sodalizio artistico, prima che una storia d'amore. Insieme definirono l'estetica del punk e diedero voce a un movimento, coniugando musica e moda. Ma come gli ideali di gioventù, anche l'amore sparì: Vivienne Westwood si ritrovò sola e con due figli da crescere. Il figlio avuto con Malcolm McLaren, Joseph, è il fondatore del marchio di lingerie Agent Provocateur. L'amore è arrivato di nuovo con il volto di un suo studente molto più giovane, Andreas Kronthaler: quando si incontrarono lui aveva 22 anni, lei 47 ed era la sua insegnante. Ma delle convenzioni, ormai lo abbiamo capito, a Vivienne Westwood non è mai importato nulla: i due sono felici e lui ha preso le redini della casa di moda. La più grande lezione di stile di Vivienne Westwood è questa: la libertà di ogni donna di essere pienamente se stessa, di alzare la voce, di ricominciare da capo. Anche in amore.

Vivienne Westwood con il marito Andreas Kronthaler
in foto: Vivienne Westwood con il marito Andreas Kronthaler