Anche Re Giorgio potrebbe rinunciare alla sua autonomia. Giorgio Armani è a capo di uno dei pochi brand italiani ad essersi mantenuto indipendente mentre molti altre, da Gucci a Versace, sono entrati nei conglomerati del lusso. Le cose potrebbero presto cambiare: questa è l'intenzione che trapela da una lunga intervista rilasciata a Vogue America, in cui lo stilista ragiona sul cambiamento della moda dopo un anno di pandemia e sul futuro dell'azienda che porta il suo nome. Precisamente, l'articolo riporta queste parole:

Per anni, il signor Armani ha insistito sull'indipendenza della sua azienda, anche se Gucci, Fendi e Pucci e altri giganti del lusso italiani hanno venduto ai conglomerati francesi Kering e LVMH. Il signor Armani, tanto un simbolo dell'Italia che ha recentemente contribuito con gli arredi al palazzo del presidente italiano, dice che un acquirente francese non è nelle carte. Ma, per la prima volta, ammette che l'idea che Armani continui come azienda indipendente "non è così strettamente necessaria" e afferma che "si potrebbe pensare a un collegamento con un'importante azienda italiana", e non necessariamente un'azienda di moda . Non divulgherà di più.

Il futuro di Armani

Nel corso dell'intervista Armani sottolinea come la pandemia abbia costretto il mondo della moda a fermarsi per riflettere. Vale per il settore nella sua totalità e anche per il designer, che per la prima volta ha dovuto provare a delineare il futuro dell'azienda fondata insieme a Sergio Galeotti, dopo quasi 45 anni. Anche se per la prima volta si parla di partnership, Armani esclude categoricamente un acquirente francese, eliminando sia Kering che LVMH. Piuttosto accenna a un'altra azienda italiana. Dice anche che aveva in programma di tramandare gran parte degli affari alla sua famiglia, nominando sua nipote Roberta Armani e il suo luogotenente capo, Leo Dell'Orco. Resta però la grande domanda: chi prenderà le redini di Armani dopo Giorgio Armani? Per adesso non c'è un nome, conferma il designer nell'intervista: “Non c'è ancora nessun capo". Roberta Armani sostiene di non aver mai sentito discutere dell'ipotesi della fusione con un altro gigante italiano. Comunque si mostra entusiasta: "Potrebbe essere fantastico, finalmente, avere un'importante joint venture Made in Italy nel settore della moda".