Siamo abituati a vedere Gigi Hadid sui red carpet e sulle passerelle più ambite al mondo ma in pochi sanno che, oltre a essere una modella bellissima e di successo, è anche una donna impegnata nel sociale. E' infatti ambasciatrice Unicef e la scorsa estate ha trascorso alcuni giorni in Bangladesh, dove l'Onu ha costruito delle strutture per i rifugiati di etnia Rohingya, perseguitati a causa della loro fede mussulmana. Di recente è tornata a parlare di quella esperienza, rivelando qualcosa della sua vita che nessuno immaginava: anche lei fa parte di una famiglia di immigrati.

Gigi Hadid e il suo impegno nel sociale

Gigi Hadid ha raggiunto il successo nel 2011 quando aveva solo 16 anni e incantava tutti con la sua bellezza mozzafiato. In pochi anni è diventata una delle modelle più richieste al mondo, arrivando a sfilare per Maison come Chanel, Moschino, Fendi e Versace. Oltre a essere una it-girl, però, è anche molto impegnata nel sociale, tanto da essere diventata ambasciatrice Unicef e da essere partita per il Bangladesh la scorsa estate, così da sostenere alcuni progetti dell'Onu a favore di rifugiati. Quando si è ritrovata a parlare con quelle persone discriminate, non era una star e ha offerto loro solo il suo sorriso.

Jamtoli Refugee Camp, Cox’s Bazar, Bangladesh. Population: 45,470 (as of 21 Jun 2018). Across all the camps, 1.3 million people currently require humanitarian assistance, more than half of them are children. From January-July of 2018, UNICEF has enrolled 91,929 refugee children in emergency non-formal education, trained 2,762 teachers to support improved learning for refugee children, provided 146,670 refugee and host community children with psychosocial activities and/or Gender-Based Violence services, & have reached over 900 thousand people with oral cholera vaccines, primary healthcare services in UNICEF-supported facilities, and with the Penta 3 vaccine, protecting against life-threatening illnesses such as diphtheria and pertussis. Link in my bio to learn more 🇧🇩 @unicefusa @unicefbangladesh #CHILDRENUPROOTED

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Riparlando di questa esperienza oggi, ha definito la sua "seconda attività" una vera e propria vocazione. Il motivo per cui si è dedicata anima e corpo a questo progetto? Vuole servirsi della sua popolarità per trasmettere messaggi urgenti e profondi. A darle l'ispirazione sono stati i genitori a loro volta immigrati negli Stati Uniti, la mamma è infatti dei Paesi Bassi, il padre israeliano, e sono stati capaci di costruirsi una nuova vita quando sono arrivati in America. La speranza della modella? Che la sua esperienza possa spingere sempre più persone a fare qualcosa di concreto per migliorare la convivenza globale: è inaccettabile che a causa di terribili forme di discriminazione alcune persone siano costrette a vivere senza sostentamento, cure sanitarie e un'efficiente educazione.