E’ ormai risaputo che nel mondo del lavoro esistono delle disparità tra i due sessi, tanto che, a parità di competenze e di responsabilità, le donne ricevono spesso uno stipendio più basso e vengono relegate a dei ruoli meno rilevanti all’interno dell’azienda. Non sorprendono dunque i dati raccolti negli Stati Uniti, secondo cui il sesso femminile rappresenta più della metà della popolazione ma solo il 30% di quelli che hanno un lavoro stabile.

Secondo una ricerca condotta dalla National Science Foundation, la cosa è dovuta al fatto che gli stereotipi sociali influenzano le scelte delle rappresentanti del sesso femminile fin da quando sono bambine, in particolare da quando hanno solo 6 anni. Le disparità sul posto di lavoro sarebbero dovute ai luoghi comuni tramandati di generazione in generazione, secondo i quali i maschi sarebbero più brillanti e intelligenti, soprattutto nelle scienze e nella matematica. “Questo studio dimostra che bisogna affrontare al più presto il problema della disparità di genere perché siamo influenzati dai luoghi comuni che ci troviamo di fronte da piccoli”, ha spiegato David Moore, uno degli autori dello studio.

Insomma, le convenzioni sociali portano le donne a sentirsi inferiori dal punto di vista mentale fin da quando sono bambine poiché il talento intellettuale verrebbe erroneamente associato al sesso, come se gli uomini, per il semplice fatto di essere nati maschi, riuscissero a essere più brillanti. Lo stereotipo viene “assorbito” dalla mentalità femminile fin dai tempo della scuola elementare e la cosa non fa altro che influenzare per sempre le loro scelte.