Paisley Morrison-Johnson è una bambina di 16 mesi ed è nata con la Sindrome di Beckwith-Wiedemann, una rata malattia genetica che provoca una eccessiva crescita di una determinata parte del corpo. La piccola ha una lingua due volte più grande rispetto al normale, tanto che fin dalle prime ore di vita usciva addirittura fuori dalla bocca, impedendogli di chiuderla. La cosa le ha creato non pochi problemi: non poteva sorridere o mangiare e ha rischiato spesso di morire soffocato.

Fino a sei mesi, è stata alimentata con un tubo che arrivava allo stomaco, ha poi dovuto subire due operazioni e solo ora riuscirà ad avere una vita “normale”. I medici sperano che non torni a crescere di nuovo, soprattutto perché sta incominciando a dire le sue prime parole. “La lingua gli riempiva la bocca, era come quella di un adulto ma sul corpo di un neonato. Non poteva masticare perché non c’era abbastanza spazio, avevamo paura che soffocasse”, ha spiegato uno dei medici che l'ha curata.

La speranza dei genitori, Madison Kienow e Shannon Morrison-Johnson, è che la bimba non dovrà sottoporsi ancora una volta a un nuovo intervento chirurgico. La malattia della piccola Paisley colpisce solo una persona su 13.700 ogni giorno e può essere riconosciuta solo al momento della nascita. Raccontando la storia di Paisley, la mamma e il papà intendono sensibilizzare l’opinione pubblica su un problema simile, così che nessuno più si sconvolga nel caso in cui il proprio figlio dovesse nascere con una lingua più grande del normale: con un intervento chirurgico è possibile avere una vita normale.