Il fondo sovrano norvegese è il più ricco del mondo e ha intenzione di rivoluzionare l'industria tessile. In associazione con l'Unicef, l'associazione delle Nazioni Unite per la difesa e i diritti dell'infanzia, ha attuato un programma per ridurre al minimo lo sfruttamento della manodopera minorile all'interno delle grandi aziende di moda e di abbigliamento.

La lotta allo sfruttamento del lavoro minorile nella moda

Negli scorsi anni, la notizia dello sfruttamento del lavoro minorile per la produzione di abbigliamento in paesi come Pakistan e Bangladesh ha fatto il giro del mondo. E' proprio in seguito a diversi incidenti  nel settore che il fondo sovrano norvegese ha deciso di fare qualcosa di materiale per evitare di mettere in pericolo la vita di migliaia di minorenni sottopagati. Essendo presente con i suoi investimenti in molte imprese che si occupano di moda, il fondo sovrano norvegese, in partnership con l'Unicef, ha intenzione di combattere a favore dei diritti dell'infanzia. Ha infatti creato una rete mondiale che ha come unico obiettivo quello di sensibilizzare i grandi nomi del fashion system, così da spingerli a cambiare modus operandi, mettendo fine allo sfruttamento minorile soprattutto nei paesi poveri del terzo mondo. La prima fase del progetto prevede l'attuazione di una serie di inchieste per capire cosa va cambiato nella vita dei bambini e degli adolescenti che lavorano per i grandi brand di moda. Solo in un secondo momento si passerà poi all'azione. Sono circa 15 le aziende con un valore stimato attorno ai 244 milioni di dollari che si sono unite all'iniziativa, tra queste H&M, Gucci, Saint Laurent, North Face e Wrangler. Sarebbero circa 250 milioni in tutto il mondo i minorenni che verrebbero costretti a lavorare in condizioni disumane con retribuzioni bassissime: è arrivato il momento di fare qualcosa per dare a questi bimbi la possibilità di avere un'infanzia "normale".