Natalie Colburn è una donna australiana e qualche anno fa si è rifatta il seno. Si era sempre sentita insicura a causa del décolleté poco sviluppato e, quando ha capito che non voleva più guardarsi allo specchio e vedersi poco femminile, ha deciso di ricorrere alla chirurgia plastica. Le conseguenze, però, sono state decisamente differenti rispetto a quanto si aspettava: le protesi le hanno infatti causato moltissimi problemi di salute.

A pochi mesi dall'intervento ha cominciato ad aumentare di peso, a soffrire di problemi intestinali, stanchezza cronica, perdita di capelli e addirittura le è stata diagnosticata una malattia autoimmune. "Avevo 30 anni ma sembrava che ne avessi 85 a causa dell'artrite. Ero sana e in pochissimo tempo sono diventata malata, mi sentivo come se stessi morendo", ha spiegato Natalie. All'inizio i medici non sapevano darle una diagnosi, poi si è iscritta a un gruppo Facebook di supporto per le persone affette dalla cosiddetta "malattia delle protesi mammarie" e ha scoperto che erano moltissime le donne che combattevano contro gli stessi sintomi.

Solo quando ha preso la drastica decisione di rimuovere il silicone dal seno, ha iniziato a sentirsi meglio e a tornare in salute, in pochi giorni infatti tutti quei disturbi sono drasticamente scomparsi. Oggi racconta con orgoglio la sua storia per mettere in guardia tutte quelle che vogliono rifarsi il décolleté: gli impianti usati durante le procedure comportano non pochi pericoli e, anche se la malattia delle protesi mammarie non è riconosciuta dal punto di vista medico, potrebbe messere in serio pericolo la propria vita.