Dopo che lo show organizzato da Kanye West per il lancio della sua nuova collezione si è rivelato un vero e proprio fallimento, a sconvolgere le passerelle della New York Fashion Week è arrivato il brand emergente VFiles, che ha partecipato per la settima volta nella storia alla Settimana della moda americana, presentando le collezione Primavera/Estate 2017 di 5 giovani stilisti. A distinguersi per creatività è stata Song Seoyoon, una designer di Seoul, che è stata capace di trasformare lo show in una vera e propria performance artistica.

A lasciare tutti senza parole sono state le sue modelle “imbustate” che hanno calcato il catwolk con indosso dei sacchetti di plastica riempiti con gli abiti della linea perfettamente piegati e stirati, con dei pezzi di tessuto o con del liquido rosso che simboleggiava il sangue. La plastica trasparente è diventata un vero e proprio tessuto indossabile, dimostrando che i vestiti in cui “blocchiamo” la nostra pelle per adattarci alle convenzioni sociali non fanno altro che confondere tra loro il corpo e l’abbigliamento. L’obiettivo della provocazione della stilista è ben preciso: dare prova del fatto che per la generazione contemporanea apparire perfetti attraverso gli abiti è una vera e propria ossessione.

I sacchetti di plastica sono stati usati per creare distanza dagli indumenti veri e propri, in modo tale che non possano essere toccati e, di conseguenza, rovinati. A completare il look dei modelli, un trucco completamente sbavato oppure il segno dei possibili ritocchi da fare dal chirurgo plastico, a dimostrazione del fatto che al di fuori di quella busta nulla è perfetto. Insomma, la stilista Song Seoyoon ha voluto criticare la società contemporanea attraverso le sue creazioni e, a giudicare dallo scalpore che hanno destato i suoi sacchetti di plastica, ci è decisamente riuscita.