Il cancro al seno è la malattia che in Italia colpisce circa 48mila donne ogni anno e i casi sono in continuo aumento. Nell’80% dei casi, il tumore compare dopo i 50 anni, ma nell’ultimo periodo è cresciuto sempre più il numero delle donne con una diagnosi del genere prima dei 40 anni. Fortunatamente, però, il 90% delle volte si riesce a guarire. Forse è proprio per il fatto che la malattia colpisce in età avanzata che non ci si è mai preoccupati dei problemi di fertilità e di menopausa precoce che provocano le chemioterapie intense ed aggressive.

Negli ultimi tempi, però, sono molte le donne che decidono di avere un figlio superati i 30 anni ed è per questo che si è cercata una cura per risolvere un problema del genere. “E’ sempre meno raro che le pazienti giovani si ritrovino a fare i conti con la neoplasia prima di avere avuto un figlio. Visto che le probabilità di guarire oggi sono elevate è fondamentale garantire loro il ritorno a una vita piena”, ha dichiarato Lucia Del Mastro, direttore dell’Unità Sviluppo Terapie Innovative al San Martino-Istituto Tumori di Genova. L’Associazione americana di oncologia ha però confermato uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, che avrebbe trovato una terapia efficace per permettere alle giovani donne di avere dei figli anche dopo aver sconfitto il cancro.

Fino ad ora, l’unica soluzione possibile per diventare mamme dopo la chemioterapia era congelare gli ovuli e poi procedere con l’inseminazione artificiale una volta guarite. Con questo nuovo metodo si riuscirà invece a proteggere la funzione ovarica attraverso dei farmaci ormonali, che proteggono le ovaie dagli effetti tossici della chemioterapia. I risultati raggiunti non lasciano dubbi: il numero di gravidanze in ex malate di cancro, curate con questi farmaci, è raddoppiato. Si spera che in pochi anni questa terapia ormonale possa diventare un trattamento standard per tutte le donne affette dal cancro.