E' dalla metà degli anni '60 che Dior ha prodotto l'iconico profumo chiamato Sauvage e da diverso tempo che ha affidato a Johnny Depp il compito di promuoverlo, lo ha scelto infatti dal 2015 come testimonial della campagna pubblicitaria. Di recente, però, la Maison è finita al centro delle polemiche proprio a causa dell'ultimo spot che vede l'attore come protagonista, il motivo? Il messaggio promosso è stato considerato razzista e offensivo nei confronti della cultura dei Nativi Americani.

Dior ha rimosso lo spot con Johnny Depp dai social

Johnny Depp è testimonial del profumo Savage firmato Dior e, se fino ad oggi la campagna pubblicitaria aveva attirato le attenzioni del pubblico solo grazie all'innato fascino dell'attore, ora ha fatto discutere per il messaggio inviato. Nel nuovo spot intitolato "We are the Land", si vede il divo camminare nel deserto dello Utah, per la precisione nella zona delle Red Rocks, mentre l’attrice canadese Tanaya Beatty lo segue e Canku One Star interpreta una danza di guerra dei nativi americani. La campagna è stata lanciata su Twitter con una didascalia che recitava “Un autentico viaggio nel profondo dell’anima nativa americana, in un territorio sacro, fondante e secolare”. L'omaggio alle popolazioni di quelle zone, però, non è stato molto apprezzato, il Ceo del gruppo di controllo dei media IllumiNative ha accusato la Maison di aver rappresentato in modo erroneo la cultura del suo popolo, facendola apparire selvaggia e arretrata solo per ricollegarsi al concetto di "Sauvage". La parola potrebbe essere tradotta con "selvaggio", un termine che spesso è stato utilizzato in modo dispregiativo nei confronti dei nativo americani. Alcuni hanno addirittura definito quelle immagini razziste e offensive, alimentando ancora di più le polemiche con l'hashtag #NotYourSauvage. Visto il polverone scatenato dall'accaduto, i portavoce della griffe si sono visti costretti a intervenire, rimuovendo il post e sottolineando che quel video era stato realizzato con la consulenza di nativi americani per evitare ogni tipo di cliché.