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Sono tanti gli aforismi riportati in maniera errata o attribuiti a personaggi che in realtà non li affermarono mai. Esempi classici in Rete possono essere le frasi fatte attribuite a Jim Morrison o ad Albert Einstein. Ci sono anche finti aforismi pervenutici dalla letteratura, come "Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo", attribuita a Voltaire; o "Se non hanno più pane, che mangino brioche", attribuita alla regina Maria Antonietta. Queste frasi non furono mai scritte, né dette dai personaggi a cui vengono attribuite. Oppure possiamo trovare frasi tradotte o parafrasi che snaturano il senso di una affermazione reale, come il famoso aforisma "Il fine giustifica i mezzi", attribuito a Machiavelli.

Anche le frasi d'amore non sfuggono agli annali degli aforismi errati

Potrebbe capitarci di leggerne di vari tipi. In Rete esistono siti che forniscono "aforismari" costantemente aggiornati, per San Valentino vale la pena tenersi originali, onde evitare di cascare nella solita frase fatta, o far danno ad un personaggio storico che – poverino – ormai non potrebbe più difendersi contro questo proliferare di citazioni attribuite a caso. Vediamo almeno dieci esempi, ma l'elenco potrebbe essere molto più vasto. Tra parentesi riportiamo l'autore a cui vengono attribuite per sbaglio.

1. "Amo è la parola più pericolosa per il pesce e per l'uomo!" (Groucho Marx). Da notare che il comico non era certo di lingua italiana e che in inglese si perde totalmente il senso della battuta;

2. "Amore è il fatto che tu sei per me il coltello col quale frugo dentro me stesso" (David Grossman). La frase in realtà è tratta da un'opera di Kafka (Lettere a Milena), Grossman si è solo limitato a citarla;

3. "Amavo il tuo sorriso, ma ho preferito il mio" (Marilyn Monroe). Si tratta di una delle tante frasi riportate male o che la grande attrice non disse mai. Ne esiste un elenco davvero vasto;

4. "Amare significa comunicare con l'altro e scoprire in lui una particella di Dio" (Albert Einstein). La frase sembra proprio calzare col concetto di "Dio spinoziano" che lo scienziato aveva davvero in mente, ma non la disse mai lui. E' stata tratta da un'opera di Paulo Coelho, "Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduto e ho pianto";

5. "Amami quando lo merito meno, perché sarà quando ne avrò più bisogno" (Catullo). Si sa poco dell'origine di questa frase, alcuni ritengono si tratti di un proverbio svedese: "Älska mig mest när jag förtjänar det minst, för då behöver jag det mest". Di sicuro non è un aforisma di Catullo, l'autore è da ritenersi anonimo;

6. "E l’Amore guardò il Tempo e rise, perché sapeva di non averne bisogno" (Luigi Pirandello). Questo aforisma resta un enigma. Circola già da oltre dieci anni in Rete, ma nessuno fornisce mai la fonte esatta. Anche in questo caso potrebbe trattarsi di una massima anonima;

7. "È meglio aver amato e perso che non aver mai amato" (Oscar Wilde). La frase viene attribuita anche a Samuel Butler o William Shakespeare. In realtà è stata tratta dalla poesia "In Memoriam", di Alfred Tennyson;

8. "L'amore è eterno finché dura". La frase viene attribuita a diversi autori errati – soprattutto Oscar Wilde – o si ritiene parte della "saggezza popolare", invece ha un padre: Henri de Régnier, la si trova nella sua opera "Lui, ou les femmes et l'amour";

9. "L'amore non esiste per renderci felici, ma per dimostrarci quanto sia forte la nostra capacità di sopportare il dolore" (Alessandro D'Avenia). L'autore riporta effettivamente questa frase in "Bianca come il latte, rossa come il sangue", ma non fa altro che parafrasare Hermann Hesse, che in "Peter Camenzind" scrive: "l'amore non esiste per renderci felici. Io credo che esista per dimostrarci quanto sia forte la nostra capacità di sopportare il dolore";

10. "L'attesa attenua le passioni mediocri e aumenta le grandi" (François de La Rochefoucauld). In realtà l'autore in un certo senso non è riportato per sbaglio. Il problema – come nel caso di Machiavelli – è che la frase viene riportata in Rete in maniera errata, quella esatta è la seguente: "l'assenza attenua le passioni mediocri e aumenta le grandi, come il vento spegna le candele e ravviva il fuoco", la si trova nella sua opera di "Massime" del 1678.