Il cancro al collo dell'utero è uno dei più diffusi tra le rappresentanti del sesso femminile ma per ridurre al minimo i tassi di mortalità è necessario puntare tutto sulla prevenzione precoce. Il Pap test è l'esame che permette di individuare precocemente la presenta di infezioni, alterazioni e dell'HPV, il Papilloma virus, considerato il principale responsabile della comparsa del tumore alla cervice uterina. Ecco per quale motivo è consigliabile farlo regolarmente anche quando non si registra alcun sintomo o fastidio.

Perché è importante la prevenzione

Il tumore è una delle malattie con i più elevati tassi di mortalità degli ultimi anni e nella maggior parte dei casi si arriva a una situazione di non ritorno perché è stata scoperta troppo tardi. E' per questo che la prevenzione è fondamentale per arrivare a una diagnosi precoce e individuare il cancro in fase iniziale, ovvero quando ancora non si è diffuso ad altri organi tramite metastasi ed è più facile intervenire con operazioni chirurgiche circoscritte e terapie farmacologiche poco pesanti. Tra i tumori più diffusi tra le rappresentanti del sesso femminile ci sono quelli al seno, al collo dell'utero e al colon, per la cui prevenzione è consigliabile iscriversi a un preciso programma di screening. In particolare, l'esame che tutte le donne a partire dai 25 anni dovrebbero eseguire regolarmente è il Pap test, utile a individuare le lesioni e le infezioni a trasmissione sessuale come il Papilloma virus che predispongono alla comparsa del tumore della cervice uterina. Oggi è molto diffuso anche un nuovo strumento di prevenzione primaria, la vaccinazione anti HPV. La diagnosi precoce ha ridotto i tassi di mortalità a causa del cancro ma non porta grossi vantaggi in caso di tumori in rapida crescita che presentano metastasi già nelle fasi iniziali.

Cos'è il Pap test

Il Pap test è un esame di screening il cui scopo è individuare precocemente possibili alterazioni che potrebbero causare tumori del collo dell'utero come Papilloma virus e altri tipi di infezioni che alterano le cellule. Il nome intero è test di Papanicolaou, viene dal cognome del medico che lo ha inventato e viene effettuato in forma preventiva anche in donne sane che non hanno alcun sintomo di un'eventuale malattia. Ha le stesse modalità di una visita ginecologica, viene infatti praticato con l'applicazione dello speculum nella vagina, così da dilatarla e favorire il prelievo, poi si utilizza una spatola e un bastoncino cotonato per raccogliere piccole quantità di muco dal collo dell'utero e dal canale cervicale. In laboratorio verrà poi praticato un esame citologico che rivelerà possibile alterazioni. E' consigliabile effettuarlo con una certa regolarità a partire dai 25 anni oppure dopo l'inizio dell'attività sessuale.

Le cose da non fare prima del Pap test

Il Pap test deve essere effettuato con delle precise condizioni. E' necessario non avere il ciclo, dunque sarebbe bene fissare l'appuntamento almeno 3 giorni dopo la fine delle mestruazioni oppure una settimana prima del loro presunto arrivo, mentre la gravidanza, l'uso di contraccettivi orali o la presenza di una spirale intrauterina non rappresentano una controindicazione all'indagine. Sarebbe bene, inoltre, non usare lavande, creme, tele, ovuli, deodoranti intimi, tutte sostanze che potrebbero eliminare o nascondere cellule anormali. Come se non bastasse, è consigliabile l'astensione dai rapporti sessuali nei 2 giorni precedenti all'esame che potrebbero alterare i risultati. Il Pap test non è doloroso, anche se, a seconda della propria sensibilità, può risultare più o meno fastidioso, l'ideale è semplicemente rilassarsi, così da facilitare l'introduzione del dilatatore. Non comporta alcun rischio ma in caso di allergia al lattice è bene avvisare l'operatore, che sceglierà dei guanti di materiale differente. Subito dopo il test si può riprendere la propria vita normalmente, anche per quanto riguarda l'attività sessuale, e i risultati si avranno nel giro di qualche giorno.

Chi e quando deve eseguire il Pap test

Il Pap test va eseguito regolarmente da quando si cominciano ad avere rapporti sessuali o comunque a partire dai 25 anni. Le donne in menopausa devono continuare a sottoporsi all'esame fino ai 65 anni anche se non praticano più attività intima, così come le vergini possono provare a eseguirlo, visto che esistono delle rare forme di HPV che si sviluppano indipendentemente dall'infezione trasmessa dal partner. Per loro verrà usato un apposito strumento per dilatare l'apertura della vagina ma potrebbe risultare difficile prelevare un campione di muco dal collo dell'utero, dunque il risultato non sempre è affidabile. Le donne che hanno subito una isterectomia devono consultare il proprio medico per sapere se devono continuare a effettuare lo screening. Nella maggior parte dei casi le infezioni da HPV si risolvono spontaneamente nel giro di un anno e non sempre danno origine a un cancro ma è fondamentale tenere tutto sotto controllo così da ridurre al minimo il rischio e intervenire in modo precoce. Se il Pap test risulta positivo, è consigliabile eseguire infatti una colposcopia, utile a controllare l'eventuale presenza di lesioni al collo dell'utero.