Il mondo della moda sta cambiando e anno dopo anno si sta aprendo sempre di più alle diversità. Se fino a qualche tempo fa era un'utopia vedere in passerella una ragazza che si discostasse dai classici stereotipi di bellezza, ora le cose sono decisamente diverse. No sorprende, dunque, che sul catwalk venga dato spazio anche alla disabilità, in maniera tale che anche le persone con un handicap si sentano rappresentate dal fashion system. Ad aver raggiunto un nuovo traguardo in questo contesto è stata una bambina di 8 anni, si chiama Daisy-May Demetre ed è la prima baby modella con le gambe amputate che sfilerà a Parigi e New York.

La storia di Daisy-May Demetre

Daisy-May Demetre è una bambina di 8 anni, viene da Birmingham ed è destinata a entrare nella storia della moda. Il motivo? Ha le gambe amputate ma, nonostante ciò, è riuscita a realizzare il suo sogno, quello di calcare una passerella fashion. Ha una emimelia fibulare, ovvero una malformazione congenita che comporta l'assenza del perone, cosa che ha reso necessaria l'amputazione delle gambe, ma non si è lasciata sopraffare dalla tristezza. Ha reagito con positività, imparando a camminare e a correre su delle protesi. I genitori sono orgogliosi di lei, non a caso le hanno dedicato un profilo social che conta oltre 20.000 followers, sul quale raccontano la sua quotidianità. La cosa che non si aspettavano è che un giorno la bimba avrebbe sfondato nel fashion system. Nelle prossime settimane diventerà la prima baby modella con le protesi agli arti inferiori che sfilerà alle Settimane della Moda di Parigi e New York, sarà infatti testimonial di Lulu et Gigi, il marchio francese della stilista Eni Hegedus-Buiron. Prima di Daisy solo un’altra donna con emimelia fibulare aveva raggiunto lo stesso traguardo. Si tratta di Aimee Mullin, attrice e atleta che ha calcato la passerella di Alexander McQueen nonostante le gambe amputate. Oggi entrambe sono un vero e proprio esempio per tutte le persone che non riescono ad accettare la disabilità: la loro storia dimostra che tutto è possibile, basta non perdere mai la speranza.