Sono oltre centocinquantamila i ragazzi italiani che sono soliti procurarsi ferite sul corpo, dai piccoli taglietti che rappresentano il 79% dei casi, a vere e proprie mutilazioni corporee. A lanciare l'allarme, il giornalista Mario Campanella, Presidente dell'Associazione Peter Pan, e Donatella Marazziti, Docente di psichiatria all'Universita' degli studi di Pisa. "Si tratta dello 0,25% della popolazione generale – affermano i due esperti – ma del 5% di quella adolescenziale. I dati sono stati elaborati da una ricerca a campione effettuata sulle popolazioni giovanili di 4 citta' italiane: Bologna, Perugia, Bari e Messina, rappresentative delle realta' geografiche del Paese".

La fascia d'età analizzata dai due studiosi è quella tra 13 e i 18 anni. Inoltre viene sottolineato il fatto che tra le nuove pericolose mode diffuse tra i teen ager c'è proprio quella di ferirsi con degli spilli, con un esponenziale rischio di contrarre malattie invalidanti come il Tetano, patologie che non sono certo sparite. "Il rapporto tra piacere e dolore – scrivono Campanella e Marazziti – ha un substrato biologico ma è connaturato all'esperienza comportamentale acquisita. Generalmente si tratta di ragazzi che hanno vissuto un'infanzia caratterizzata dalla punizione come fonte di violazione di schemi. Punizioni corporali che hanno generato una risposta di adattamento al dolore basata proprio sulla trasformazione in piacere".