Avete mai notato delle piccole microsfere di plastica all'interno dei prodotti cosmetici che utilizzate ogni giorno? Secondo l'ONG Greenpeace, si tratta di sostanze che inquinano gli oceani, intossicando pesci e micro-plancton, ed è proprio per questo che ne è stata chiesta la proibizione. Essendo di piccolissime dimensioni, circa 0,1 millimetri, questa plastica è più nociva poiché può essere ingerita facilmente dai pesci, mettendo in pericolo la loro salute. Le microsfere sono presenti nelle creme esfolianti, negli scrub, nei gel doccia e anche in diversi dentifrici.

Sono troppo piccole per essere trattenute dai filtri di depurazione delle acque reflue, assorbono gli altri agenti inquinanti e finiscono nei corsi d'acqua, intossicando pesci e crostacei. Addirittura, un solo tubetto da 125 ml di crema può contenere centinaia di migliaia di microsfere di polietilene.Il governo britannico lancerà in dicembre una consultazione di tre mesi sulla messa al bando di queste microsfere. Insieme ad altre associazioni attive nella protezione dell'ambiente, Greenpeace si batte per la loro messa al bando da tutti i prodotti. Una petizione che chiede la loro interdizione nel Regno Unito ha raccolto ad oggi circa 375.000 firme.

L'ONG ha dunque chiesto al governo britannico di mettere al bando queste microsfere, servendosi di una petizione che, ad oggi, ha raccolto 375.000 firme.Tesco, prima catena britannica di supermercati ha deciso di sostenere l'iniziativa, ritirando  dai propri scaffali tutti i prodotti che contengono microsfere, così come anche altri gruppi industriali come Colgate e Palmolive, che hanno dichiarato di non utilizzare più queste microsfere in plastica. Potrebbero volerci anni prima che scompaiano completamente dagli oceani.