Solo chi è stato lasciato almeno una volta nella vita, sa quanto è grande il dolore che si prova quando finisce un amore. Una sofferenza che prende la mente e il corpo e che ci impedisce di mangiare, pensare, vivere la vita normalmente. Ma si può soffrire così tanto per amore? Il dispiacere profondo è collocato negli strati più profondi del nostro cervello, e ciò sembra legato a dinamiche ataviche che sono alla base dell'evoluzione della specie. Chi si strugge nella fase del mal d'amore, quindi, avverte quindi una vera e propria sofferenza fisica. Ma scopriamo cosa succede a mente e corpo quando soffriamo per amore e come superare questa difficile situazione.

Come cambia il nostro stato d'animo

Ma come cambia il nostro stato d'animo quando finisce un amore? Si tratta di un evento che, in prima battuta, ci fa sentire cambiati nel profondo: diventiamo più ansiosi, cupi, depressi, oppure irascibili, litigiosi o collerici. Spesso ci troviamo poi a dover fronteggiare stati d'animo che solitamente non ci appartengono, come voglia di vendetta, perdita di autostima. In questi momenti può capitare anche di tempestare di messaggi e telefonate l'ex dando magari sfogo della delusione anche sui social. Sfogare i propri sentimenti è importante ma, in questi casi, meglio confidarsi con una persona di fiducia, senza manifestarli in modo plateale con esternazioni di cui potremmo poi pentirci o che potrebbero crearci un senso di disagio, in un secondo momento.

Cosa accade al nostro cervello quando soffriamo per amore?

Il dispiacere profondo dovuto alla fine di una relazione d'amore va ad attivare alcune aree che si trovano nel tronco encefalico, nella zona in cui sono collocati alcuni istinti vitali legati alla sopravvivenza. Le zone del cervello che si attivano quando ci innamoriamo o durante la fase del piacere sessuale, sono quelle della cosiddetta area tegmentale ventrale, la VTA, la stessa responsabile anche del senso di soddisfazione che si prova quandi plachiamo la fame o la sete o quando si assumono droghe come la cocaina. Quando soffriamo per amore entriamo in uno stato di astinenza che ci fa riaccendere il desiderio dell'altra persona anche solo guardando una sua foto. All'origine dell'amore romantico c'è quindi una profonda dipendenza rilevata dall'attività di queste regioni cerebrali. L'amore innescherebbe, quindi, dei meccanismi simili a quelli della droga: per questo l'amore è così difficile da controllare e la fine di una storia provoca un senso di frustrazione così intenso.

Quali sono le conseguenze sul nostro corpo

Oltre al cervello e allo spirito, quindi, il dispiacere amoroso ha conseguenze anche sul nostro corpo. Questa sofferenza d'amore attiva le stesse aree del cervello che si accendono quando soffriamo per un dolore fisico: spesso si avverte infatti un dolore localizzato come di la sensazione di avere una ferita al cuore, esiste addiruttura una vera e propria sindrome clinica chiamata "sindrome del cuore spezzato" o, in termini medici, "cardiomiopatia di Tako-tsubo". Si possono però verificare anche altri sintomi come mal di stomaco, inappetenza, mal di testa, insonnia, senso di vuoto. Ciò avviene in quanto, il sistema nervoso centrale, elabora nello stesso modo sia il dolore fisico che quello psicologico. Un dispiacere che indebolisce anche il sistema immunitario e fa aumentare la produzione di ormoni dello stress che possono nuocere alla salute del cuore.

Come guarire dal mal d'amore

Il mal d'amore è causato da alti livelli di ormoni dello stress e bassi livelli di quelli del benessere, come la dopamina. Un modo efficace per provare sollievo è quello di dedicarsi ad attività fisiche aerobiche che stimolano la produzione di endorfine e di serotonina, abbassando il cortisolo e portando un beneficio dai disturbi fisici. A scatenare queste sensazioni positive sono anche le attività che ci aiutano a scoprire cose nuove o che di fanno fare nuove esperienze. Può essere utile anche dare un taglio al passato, a tutto ciò che ci riporta al vecchio amore come fotografie, lettere, messaggi. Con il passare del tempo il cervello ripristina il suo equilibrio e, gli stessi meccanismi che ci hanno portato alla sofferenze, ci aiutano ad andare oltre. Anche pensare in positivo rispetto alla nostra nuova condizione: stare da soli non è per forza qualcosa di negativo, bisogna infatti pensare a tutto ciò che abbiamo guadagnato in termini di libertà di fare ciò che si desidera senza dar conto all'altro e, soprattutto, senza litigi. Bisogna poi ricordare che la vera felicità va ricercata nel nostro cuore: riscoprire quella luce che viene da dentro e che ci farà scoprire quanto i nostri sentimenti siano puri e meravigliosi. Non dimentichiamo poi che il tempo farà il resto, a lui il compito di lasciae che la sofferenza d'amore diventi solo un ricordo lontano.