Nessuno a gennaio avrebbe potuto immaginare che un’epidemia lontana circa ottomila chilometri potesse raggiungere anche un piccolo Paese a forma di stivale in mezzo al Mediterraneo. Eppure, l’Italia è attualmente uno dei Paesi con il più alto numero di contagiati nel mondo, insieme a Cina e Corea del Sud. C’è ancora molto da fare per scongiurare la diffusione del Coronavirus: è necessario stare a casa, rinforzare le strutture ospedaliere, garantire la presenza e la sicurezza del personale sanitario, limitare i contatti. Ed è fondamentale il sostegno alle famiglie impegnate a dividersi tra la cura dei figli, la scolarizzazione da remoto, il lavoro agile – per chi lo deve fare, la cura dei genitori anziani.

#restiamoUniti: una raccolta fondi per vincere insieme una grande battaglia

<< In questi anni abbiamo affrontato tante emergenze nei Paesi in cui interveniamo e abbiamo imparato che per uscire da una crisi è fondamentale restare uniti >> – ha dichiarato Dina Taddia, Consigliera Delegata di WeWorld – << il nostro Paese è il secondo per contagi e molte Regioni non sono pronte ad affrontare le conseguenze di un virus tanto aggressivo quanto rapido nei contagi. Per questo abbiamo deciso di sostenere gli ospedali. Dobbiamo poter rispondere efficacemente all’emergenza per uscirne il prima possibile >>. È questo il senso della campagna #restiamoUniti che WeWorld ha lanciato in questi giorni, proprio con lo scopo di sostenere ospedali e personale sanitario in Emilia Romagna, Lombardia, Friuli Venezia-Giulia e Liguria, seguendo le indicazioni della Protezione Civile. La raccolta fondi estende i suoi aiuti anche alle famiglie in difficoltà, agli anziani e ai bambini e alle donne.

Un impegno che non si ferma

A volte ci dimentichiamo delle famiglie ancora più fragili per le quali la condizione di lockdown amplifica problemi già molto gravi, che spesso si ripercuotono in particolare su donne e bambini. Per loro, WeWorld si batte da 50 anni in forme diverse: aiutando le donne vittime di violenza a emergere dal silenzio, accompagnandole nel loro percorso di crescita personale e lavorativa e sostenendo i bambini più fragili con progetti contro la povertà educativa. Fedelmente alla sua missione, WeWorld ha perciò ideato nuove forme di aiuto da remoto, dopo la chiusura degli spazi in periferia dedicati alle donne e ai bambini.

Come contribuire alla raccolta fondi

Con una donazione si può fare molto per aiutare il Paese in questa situazione di emergenza – che colpisce la sanità ma va molto oltre le mura degli ospedali. Per questo la raccolta fondi ha più obiettivi, tutti rivolti alla tutela dei più fragili. Ecco quali sono le opzioni per aiutare:
– Con 120 euro puoi fornire materiale medico sanitario ai reparti di terapia intensiva
all’interno degli ospedali;
– Con 75 euro puoi donare kit per cure domiciliari e assistenza ad anziani e tutti coloro
che non possono accedere alle strutture sanitarie;
– Con 50 euro puoi garantire supporto psicologico a distanza per genitori e bambini
smarriti per l’emergenza;
– Con 35 euro contribuisci ad attivare una help line dedicata alle donne vittime di violenza
– perché restare a casa significa lasciarle sempre più isolate e costrette a dividere h24
gli spazi con i propri partner maltrattanti.

Tanti modi per aiutare chi ha bisogno, per darci tutti una mano ed uscire quanto prima da questa situazione difficile, più uniti che mai.