Dopo una lunga attesa e mesi in cui Chiara Ferragni mostrava ai follower su Instagram le fasi di ripresa del documentario sulla sua vita è finalmente arrivato l'annuncio ufficiale: al prossimo Festival del Cinema di Venezia potremo vedere il docu-film sulla vita della più celebre influencer al mondo. In "Chiara Ferragni – Unposted", questo il titolo del documentario firmato dalla regista Elisa Amoruso e prodotto da MeMo Films in collaborazione con Rai Cinema, vedremo la vita reale della Ferragni, vedremo ciò che si nasconde dietro i filtri Instagram e le stories pubblicate sul profilo.

Guest star nel documentario di Chiara Ferragni

Dinanzi alla telecamera, oltre al marito Fedez e al piccolo Leone, ormai una web star conosciuta in tutto il mondo, appariranno i familiari di Chiara e diversi collaboratori che parleranno di lei e della sua carriera. In più ci saranno grandi nomi della moda italiana e internazionale, dalla designer di Dior Maria Grazia Chiuri a Silvia Venturini Fendi, Direttrice Creativa della celebre Maison italiana, e ancora Diane Von Furstenberg e Alberta Ferretti, l'influencer Eva Chen, Delphine Arnault e Moira Forbes. Il film verrà presentato alla 76ª Mostra internazionale d’Arte cinematografica di Venezia, per la precisione nella Selezione ufficiale – Sezione Sconfini , mentre il pubblico italiano potrà vederlo al cinema il 17, 18 e 19 settembre, giorni in cui verranno organizzate delle proiezioni speciali nelle sale.

Chiara Ferragni: Guardarmi sullo schermo? Uno choc

In un'intervista di Matteo Persivale per il Corriere della Sera, Chiara Ferragni ha parlato del suo nuovo progetto, raccontando cosa ha rappresentato per lei: "Mi ha fatto diventare una versione migliore di me stessa – afferma la Ferragni – Mi sono guardata sullo schermo, una cosa che quando ti succede per la prima volta rappresenta uno choc perché un conto è il display del telefono e un altro è lo schermo del cinema. Ho capito delle cose, le ho viste con più chiarezza attraverso gli occhi di Elisa che mi ha seguito".

"Ero un pesce fuor d’acqua nel mondo della moda"

Per la prima volta, dunque, Chiara Ferragni affida a qualcun altro la regia della sua vita e della sua carriera, sì perché fin dagli inizi della carriera ha sempre scelto da sola, portando avanti il suo progetto lavorativo e creando la sua azienda, soprattutto ha sempre scelto da sola cosa condividere con i fan e come mostrarsi a loro:

Su Instagram sei tu la regista delle tue Stories. Ci si espone con più attenzione, è più semplice proteggersi, dare ai follower una percentuale minore della tua realtà. In questo film avrei potuto fare a metà, metà lavoro e privato. Invece è la mia storia, raccontata con sincerità

Nell'intervista al Corriere della Sera Chiara parla anche degli inizi della propria carriera, di come non è stato semplice farsi accettare nel duro mondo della moda, di quando non veniva vista di buon occhio come fashion blogger dal fashion system degli anni 10 del 200:

Nel febbraio 2010 sono andata alle prime sfilate: un pesce fuor d’acqua nel mondo della moda, non sapevo le regole non scritte, quelle che ho dovuto imparare dopo, sulla mia pelle. Mi hanno fatto dei commenti negativi, non come capita di solito su Internet, per iscritto, ma me li hanno fatti proprio in faccia. Peraltro arrivavano anche da persone che reputavo importanti, che stimavo: non ero abituata ad ascoltare commenti così. Però tutte le persone che hanno detto cose cattive su di me sono state in questi anni il mio stimolo più grande, sono grata agli odiatori

La Ferragni rivela anche che negli ultimi anni è stata contatta diverse volte per partecipare come attrice in film cinematografici, sia in Italia che all'estero, ha però sempre rifiutato perché non riteneva questi ruoili adatti a lei. Da buona imprenditrice ha saputo costruire un'immagine precisa, sapendo rinunciare a proposte "pericolose" e valutando con attenzione i progetti a cui partecipare.

In questi anni ho ricevuto tante proposte dal cinema, anche dall’estero, ma non mi sono mai sembrate giuste. Mi piace di più l’idea di questo documentario perché sono io. Non so se sarei brava a raccontare le storie altrui. Qui ho raccontato la mia. Il cinema è un medium sacro, Venezia il sogno più grande. Un luogo sacro per i film.