Charlene di Monaco è la moglie del principe Alberto II ed è diventata nota al grande pubblico nel 2011, quando il suo spettacolare Royal Wedding è riuscito a fare concorrenza a quello di William e Kate. Oggi siamo abituati a vederla nelle vesti di principessa ma la verità è che non è nata con il "sangue blu", è entrata a far parte della dinastia dei Grimadi solo dopo il matrimonio, dando prova di avere classe da vendere, tanto da non avere nulla da invidiare alle "vere" aristocratiche del suo paese. Come ha fatto a conquistare l'erede al trono monegasco? Con la sua semplicità, come dimostrano le prime foto che la immortalano al fianco dell'attuale marito.

Com'era Charlene di Monaco prima di diventare principessa

Charlene Lynette Grimaldi, nata Wittstock, è la principessa consorte del Principato di Monaco e ogni volta che appare in pubblico riesce a incantare tutti con la sua bellezza, con la sua eleganza e con il suo fascino. Anche se è entrata a far parte della famiglia reale solo nel 2011, quando è convolata a nozze con indosso lo splendido abito di Armani con scollo a barca strascico e velo, la verità è che non ha mai avuto nulla da invidiare a quelle che sono nate con il sangue blu. Charlene ha sempre avuto classe da vendere e lo dimostrano le prime foto al fianco del marito. Certo, nel corso degli anni è decisamente cambiata ma non ha perso lo charme che l'ha sempre contraddistinta. Da ragazzina era una nuotatrice, dunque posava spesso in costume olimpionico e abiti sportivi, non avendo paura di lasciare il viso dai lineamenti impeccabili senza neppure un filo di trucco. Negli anni successivi è stata poi notata per il suo splendore ed è diventata modella, riuscendo a conquistare anche Alberto di Monaco. Il resto è storia e oggi è mamma di due gemelli, Gabriella e Jacques, moglie e principessa, si affaccia al balcone dei Grimaldi con il resto della famiglia, calca i red carpet più ambiti al mondo, distinguendosi sempre per raffinatezza. Charlene è una vera e propria icona di bellezza e di eleganza e non ha nulla da invidiare alle "colleghe" inglesi.