Le suggestioni folk costituiscono “l’anima” estetica comune delle oltre quindici stampe vintage risalenti agli anni ’80 e ’90, individuate attraverso un accurato e meticoloso impegno di ricerca, a partire dal quale Caterina Gatta ha immaginato, concepito e costruito la sua nuova collezione per il prossimo Autunno/Inverno. Questa “anima” raccoglie in sé e rilegge il messaggio stilistico di sette tra i più significativi nomi dell’eleganza del ventesimo secolo, tra loro anche molto diversi per attitudini creative e concezione del vestire contemporaneo: da Gianni Versace a Irene Galitzine, Mila Schön, Pino Lancetti, Jean-Louis Scherrer, Raffaella Curiel e Renato Balestra.

Il mood della collezione è dunque sfumato ed articolato, fortemente riferito all’universo di Frida Kahlo, mosso da pattern e fantasie fiorite, con un accento speciale che rimanda ad una stampa rarissima di Gianni Versace, che reinterpreta in libertà le maschere della “lucha libre”, il famoso e combattivo wrestling messicano. In questo eterogeneo orizzonte, risulta naturale, affascinante e convinto giocare con gli opposti. Look ben strutturati, definiti tra l’altro dal ricorso ad imbottiture speciali che costruiscono forme piene e sostenute, convivono con una serie di capi decisamente più soft e romantici, tra i quali le gonne, volutamente ridotte nella lunghezza oppure invece extra long, e i pantaloni alla caviglia, finiti da plissettature maxi in tinta unita.

Nel panorama dei dettagli che conferiscono identità alla collezione, i maxi plissé, a tinta unita ma anche stampati, percorrono per intero il guardaroba, muovendo, per esempio, i volant degli abiti al ginocchio, gonne corte e tute pantalone. Non meno magici, anche se dal taglio nitido, pulito e contemporaneo proprio per esaltare i pattern dall’impatto deciso – gli abiti da sera risplendono delle laminature caleidoscopiche delle texture oro, arancio, verde, celeste.