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La "campagna del Punto nero" lanciata l’8 marzo dai ragazzi del corso di Filosofia  dell’Università di Perugia è rimbalzata recentemente in diversi siti di clickbait, ed è frutto di un fraintendimento paragonabile alla moda di darsi secchiate d’acqua in Italia, da parte anche di diversi Vip, ignorando lo scopo d’origine.

Quella di cui vi parliamo oggi è una campagna veramente seria, della quale tutti dovrebbero essere informati. SE VEDETE UNA COSA SIMILE CHIAMATE IMMEDIATAMENTE LA POLIZIA!

L'iniziativa nata precedentemente su Facebook riguarderebbe la violenza sulle donne, oltre all’abuso domestico in generale. Le vittime sono invitate a disegnarsi un puntino nero nel palmo della mano. Si tratterebbe di un segnale non riconoscibile dal marito. Viene anche riportata la testimonianza di una superstite non ben identificata, la cui vicenda avrebbe fatto scattare l’iniziativa:

Mio marito mi picchiava, ed io ero incinta, così un giorno all’ospedale, dato che lui non mi lasciava di un passo, dopo che il medico tirò le tendine per visitarmi, presi una penna e scrissi "help me!".

Le origini della campagna. Come spiega molto bene David Puente su Debunking.it le origini di tutta la storia partono da una campagna virale del settembre 2015, sulla pagina Facebook Black Dot Campaign, col seguente incipit:

Il punto nero sulla mano permette ai professionisti di sapere che sei vulnerabile e sei sopravvissuto, e che avete bisogno di aiuto ma non lo si può chiedere perché il vostro abusatore sta guardando ogni vostra mossa. In sole 24 ore, la campagna ha raggiunto più di 6000 persone in tutto il mondo, e ha già aiutato 6 donne.

Come già spiegato dai colleghi di Snopes non si tratta di una iniziativa reale, per motivi molto logici: per quale motivo uno stalker non dovrebbe sapere dell’iniziativa? Una pratica reale di questo genere di segnalazioni diverrebbe presto il proverbiale segreto di Pulcinella.

L’intento di Black Dot Campaign era quello di sensibilizzare l'opinione pubblica ricordando che esistono persone vittime di abusi domestici – non solo donne – visto che essere maschi non rende automaticamente dei picchiatori di femmine quando opportunamente stimolati.