Bianca Balti è diventata protagonista di un progetto molto particolare realizzato dall'Onu. E' volata a Venzia per posare con indosso un meraviglioso abito bianco con delle scritte azzurre ma la cosa particolare è che non si tratta di una creazione di grandi stilisti o di Haute Couture, è stato ricavato da una tenda usata da alcuni rifugiati siriani nel nord della Giordania. L'obiettivo? Sensibilizzare l'opinione pubblica su un argomento tanto attuale, facendo capire a tutti che sono sempre di più le persone costrette a lasciare il loro paese.

Il progetto dell'Onu Dress of Out time

L'Onu ha lanciato Dress of Out time, una delle componenti della mostra Rothko in Lampedusa, il progetto ideato dall'Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, che ha visto come protagonista Bianca Balti. La modella italiana è apparsa in tre suggestive location della città, ovvero la basilica della Salute, piazza San Marco e l’isola di San Servolo, con indosso un lunghissimo abito bianco con lo strascico e il cappuccio. Come si può intuire dalle scritte in azzurro che lo decorano, non si tratta di un capo di Alta Moda, è stato realizzato con una tenda che era stata usata da una famiglia di rifugiatinel campo di Za’atari, nel nord della Giordania, al confine con la Siria, vicino Al Mafraq. La performance, ripresa dal regista David Betteridge, diventerà una video-installazione del Padiglione e rimarrà visibile fino al prossimo 24 novembre. Il suo obiettivo è sensibilizzare l'opinione pubblica su un argomento tanto attuale, ad oggi sono infatti oltre 68,5 milioni le persone costrette ad abbandonare il proprio paese e vivere come rifugiati a causa di guerre e fenomeni di violenza e anno dopo anno questi numeri stanno diventando sempre più elevati. Il ricavato del progetto verrà donato alla Refugee Housing Units (Rhu), innovativi moduli abitativi di emergenza, così da sostenere e andare incontro alle esigenze primarie dei rifugiati di tutto il mondo.