L’autismo è un disturbo caratterizzato da deficit sociali ed emotivi e da possibile disabilità intellettiva, i cui primi segni si notano intorno ai due anni. Durante la gravidanza, non è possibile dunque prevedere la sua comparsa e, a volte, può essere un vero e proprio trauma per i genitori ritrovarsi di fronte questa realtà. Fino ad oggi, risultano ancora sconosciute le cause di questa manifestazione ma un recente studio pubblicato sulla rivista “Molecular Cell” ha dimostrato che potrebbe essere dovuto a uno scarso afflusso di proteine al cervello.

In particolare, sono stati effettuati diversi esperimenti su dei topi da laboratorio e i risultati sono stati chiari: quando venivano ridotti i livelli di proteina nSR100, fondamentale per lo sviluppo del cervello, sono scattati dei comportamenti autistici negli animali. Si tratterebbe dunque di un disturbo riconducibile a difetti genetici, la cui comparsa potrebbe essere limitata attraverso degli appositi controlli medici. "Abbiamo riportato un'associazione tra i livelli di proteina nSR100 e l’autismo. Il grado in cui si presenta il disturbo può variare enormemente”, ha spiegato Benjamin Blencowe della University of Donnelly Centre di Toronto, uno dei principali autori dello studio.

Per il momento, i test sono stati condotti solo sugli animali ma con molte probabilità i risultati raggiunti potrebbero essere validi anche per gli esseri umani. I prossimi studi si propongono di capire se è davvero la riduzione di questa proteina a causare fenomeni autistici, così da ridurre enormemente i deficit comportamentali che compaiono durante l'infanzia.