Il sushi è un piatto paradigmatico della cucina giapponese a base di pesce crudo, alghe e riso, condito con prodotti tipici quali la salsa di soia, l'aceto di riso e il wasabi. Dall'essere una tradizione esclusivamente giapponese, oggi il sushi si è affermato sempre di più nelle abitudini alimentari italiane e, in generale, occidentali, tanto da essere diventato una delle alternative prescelte per le cene fuori, a parimerito con la pizza. Le soluzioni che offrono i vari sushi sono spesso economiche, una forma di all you can eat, che ti permette di ordinare quante pietanze vuoi tutte le volte che vuoi, pagando una somma fissa.

La preparazione domestica del sushi è una moda che si è diffusa già da qualche anno, ma è stato soprattutto negli ultimi tempi che i sushi lover hanno deciso di cimentarsi in quest'arte. Esistono in commercio vari strumenti per preparare il sushi in casa, facilmente reperibili online su Amazon.

Ma come si prepara? Quali attrezzi sono necessari per un buon sushi a casa? Vediamo insieme una serie di articoli che possono aiutarvi a dare forma a dei piatti gustosi, colorati, vicini alla tradizione giapponese.

Attrezzi per preparare il sushi a casa

Ecco una serie di strumenti fondamentali per cucinare il sushi, che vi assisteranno dalle fasi iniziali, come l'abbattitura del pesce, alle fasi finali, come l'impiattamento e l'organizzazione della tavola.

L'abbattitore

L'abbattitore di temperatura è uno strumento per il raffreddamento istantaneo dei cibi: porta gli alimenti in circa 1h e mezzo a temperature vicine o inferiori allo zero. Nella preparazione del sushi, l'abbattitura è un processo fondamentale, perché consente di eliminare tutti i parassiti che potrebbero creare intossicazioni alimentari. Infatti la consumazione del pesce crudo è tra le cause più frequenti di malesseri gastro-intestinali, tanto da portare il Ministero della Salute, nel 1992, a diffondere una circolare tramite la quale si prescriveva l'abbattimento del pesce crudo a -20° per 24 h continuative.

Molti si astengono dal consumare il sushi proprio perché spaventatati dall'anisakidosi, un'infezione veicolata dai batteri anisakis contenuti nel pesce crudo non correttamente abbattutto. Ma perché privarsi di un'esperienza sensoriale così piacevole, quando è possibile controllare da sé l'abbattitura dei cibi?

L'abbattitore VST 100 della Vesta è il modello di abbattitore domestico più venduto su Amazon. Pensato per le esigenze domestiche fin nelle sue più specifiche funzionalità, questo elettrodomestico ha una potenza di 310 W e un voltaggio di 230 V, un motore potente ma silenzioso, perfetto per abbattere cibi in quantità modeste. Il design è compatto, poco spigoloso, molto simile a una lavastoviglie, composto da acciaio inox e alluminio, perfettamente integrabile in una cucina. Il dispositivo è controllabile tramite un display touch screen.

FAQ: Perché non posso usare un semplice congelatore per abbattere il pesce?

Un semplice congelatore non è sufficiente ad abbattere completamente il pesce a causa del processo di congelamento troppo lento. Allo stesso modo non può essere utilizzato un surgelatore poiché, sebbene sia più veloce, non scende sotto i -18°, quindi non intacca i batteri e i parassiti. Per essere sicuri di liberarsi dei parassiti è necessario che il pesce venga portato molto velocemente a temperature sotto i -20° per almeno 24 ore: per fare ciò è necessario un abbattitore specifico.

Cuociriso elettrica

Il riso è un ingrediente fondamentale nella preparazione del sushi ed ha una propria ricetta da seguire, per ottenere quel grado di collosità dato dai quantitativi di amido e dalle sostanze zuccherine aggiunte nel corso della preparazione, quali l'aceto di riso.

Il tradizionale metodo di cottura del riso (la bollitura in acqua) è un metodo valido, ma l'utilizzo di un cuociriso elettrico consente di velocizzare il processo e garantisce una migliore resa finale: i chicchi infatti rimangono consistenti, sodi e saporiti.

L'Amazon Choice della categoria cuociriso elettrico è la Russell Hobbs 19750-56, uno strumento dalla capienza 1,8 L per circa 10 tazze, con un motore dalla potenza di 700 W.  Costituita interamente da acciaio inossidabile, presenta un coperchio in vetro che permette di controllare la cottura. Il dispositivo è anche dotato di un sistema di spegnimento automatico, che si attiva a cottura terminata. Una volta spenta, la pentola conserva il calore del riso tramite un sistema di mantenimento della temperatura. L'elettrodomestico è altamente accessoriato: presenta sia il cestello per la cottura del riso, sia un cestello aggiuntivo per la cottura al vapore di pesce e verdure; all'interno è dotato di un misurino e una spatola per condire.

Hangiri

Per far raffreddare e condire il riso, e farlo come la cucina giapponese prescrive, è necessario l'hangiri, una ciotola il legno di dimensioni variabili nella quale collocare il riso a fine cottura. La scelta del materiale non è casuale: il legno consente di assorbire l'umidità in eccesso, fermare il processo di cottura del riso e velocizzare il raffreddamento. Inoltre permette al riso di amalgamarsi con i sapori del condimento. Le dimensioni possono variare da un minimo di 25-30 cm fino addirittura a 1 m; questa versione è utilizzata soprattutto nelle cucine professionali, ma per una serata di sushi casalingo può andare più che bene un modello piccolo e compatto.

La ciotola in legno per sushi della Yarnow è un hangiri dal diametro di 30 cm, realizzato in bambù, resistente e durevole. Il design è pratico e maneggevole, i cerchi esterni consentono una buona presa sulla ciotola, permettendo di svolgere un movimento sussultorio, come per il setaccio, in modo da condire uniformemente il riso.

Shamoji

Non c'è hangiri senza shamoji, ossia la spatola che aiuta nel condimento del riso, per distribuire l'aceto e contribuire a diffondere la consistenza collosa tra tutti i chicchi. Si presenta come una cucchiarella più larga del normale, ma piuttosto corta, solitamente in legno o in plastica. Le forme più tradizionali sono in legno o bambù e vanno bagnate frequentemente nell'acqua durante la mescolatura del riso, perché l'amido e l'aceto contribuiscono a far attaccare i chicchi al supporto. Ultimamente in commercio sono disponibili anche vari modelli in plastica, maggiormente flessibili, comodi da usare e impermeabili. Invece non devono essere usati cucchiai di metallo perché la consistenza più dura e i bordi più affilati potrebbero spezzare i chicchi di riso e compromettere la resa finale dell'impasto. Alcuni modelli per cucina più professionale sono dotati di sistemi antiaderenti, che impediscono al riso di attaccarsi allo shamoji.

A metà tra innovazione e tradizione c'è la stand rice paddle shamoji di Marna, una shamoji in plastica che si presenta come un cucchiaio autoreggente: può essere posata verticalmente ovunque, senza che la parte più larga (normalmente in contatto con il riso) tocchi anche altre superfici. Questa soluzione, oltre ad essere particolarmente igienica, è anche molto comoda. È leggermente più grande degli shamoji tradizionali, strutturata in modo da garantire un'impugnatura più ergonomica per facilitare il movimento.

Makisu

Il makisu è la stuoia composta da listarelle di bambù tenute insieme da cordicelle di cotone; serve ad arrotolare il riso e a dare al sushi la tipica forma di roll, caratteristica degli uramaki, temaki, futomaki e hosomaki. Che si tratti di involtini di alga nori o di semplice riso, arrotolare il sushi è forse la parte più difficile dell'intera preparazione, perché richiede una certa pratica e manualità, per dare al riso la giusta compattezza. La forma di base è di circa 25 cm per lato.

Il tappetino in bambù per sushi della Concorde è un makisu tra i modelli migliori in commercio per il rapporto qualità prezzo. È realizzato in bambù resistente e filo di cotone di alta qualità, può essere lavato senza timore di danneggiare il legno o di sfibrare il tessuto. Le listarelle di bambù sono lavorate a trama stretta, per impedire la fuoriuscita di chicchi di riso o di semi, ma non eccessivamente attaccate, per non compromettere la flessibilità necessaria. Nel set sono comprese 4 stuoie, ognuna con lato di 24 cm.

Sushi roller

Proprio a causa della complicatezza del processo di arrotolamento, uno dei supporti che potrebbe essere utile avere è il sushi roller, un macchinario molto economico pensato appositamente per dare forma ai roll di sushi. Per i puristi non è proprio la scelta preferita, ma è sicuramente una grande agevolazione che permette di avere dei roll da vero chef.

Un modello molto economico e facilmente reperibile in commercio è il sushi roller della Xrten che, tramite un sistema ad incastro, consente di trasformare gli strati di alga nori, riso, verdure e pesce in dei perfetti rotolini pronti per essere impiattati.

Kit integrali per la preparazione del sushi

Sebbene gli attrezzi per la preparazione del sushi a casa possano essere acquistati separatamente, in commercio esistono vari kit per sushi, contenenti tutti gli utensili indispensabili per la preparazione domestica. Sono una comoda alternativa, soprattutto per gli inesperti o per chi si avvicina per la prima volta alla preparazione autonoma del sushi.

Coltelli per il sushi

La tradizione giapponese raccoglie un numero stupefacente di coltelli. Per comprendere il valore culturale di questi utensili, basti pensare che originariamente le lame dei coltelli da cucina erano create con lo stesso procedimento e gli stessi materiali della katana, la tradizionale spada giapponese. Oggi sono prodotti principalmente in acciaio inossidabile e hanno la caratteristica di essere taglienti solo da un lato della lama, che peraltro richiede una certa abilità da parte del cuoco nel maneggiarla.

Sono molti i coltelli giapponesi da sushi e l'analisi comporterebbe una trattazione a sé. Ci limiteremo a citare quelli più importanti, per iniziare a selezionare i prodotti fondamentali. I coltelli per sushi sono prevalentemente quattro: il Santoku, un modello multifunzionale adatto a tagliare carne, pesce e verdure; il Deba, molto simile alla nostra mannaia; lo Yanagiba, fondamentale per la preparazione del sushi e del sashimi, con una lama molto lunga e appuntita.

Il modello più caratteristico, imprescindibile per un ottimo sushi, è lo Yanagiba. Tra le versioni in commercio, lo Yanagiba di Dalstrong è una delle più lussuose e performanti. Il fiore all'occhiello di questo coltello è la lunga lama da 27 cm, creata da un unico pezzo d'acciaio giapponese rivestito da azoto liquido, al fine di aumentarne la resistenza e la flessibilità; il nucleo più interno è invece costituito da carbonio, nel solco della tradizione giapponese più pura. Il design ha una sua funzionalità: il manico ottagonale è ergonomico, caratteristico delle lame giapponesi, per una migliore presa; la lama ha una struttura caratterizzata da una superficie concava, per minimizzare l'attrito dell'aria e recidere senza sforzo le fibre degli alimenti.

Tagliere per sushi

Una buona base per recidere, sfilettare, tagliare è fondamentale per la preparazione di un sushi fatto a mestiere, per questo bisogna scegliere il tagliere adatto. Possiamo distinguere tra due tipologie di taglieri, uno da portata e uno da utilizzare durante la preparazione. Il tagliere da portata ha una funzione prevalentemente estetica, mentre il tagliere vero e proprio ha delle caratteristiche strutturali importanti da rispettare. Innanzitutto deve essere in legno. La prima motivazione è igienica: il legno intrappola al suo interno i batteri, così da evitare la contaminazione del cibo in un secondo momento. Il tagliere tipico giapponese è in legno hinoki, famoso per le proprietà antibatteriche, ma è molto difficile da trovare in Italia; in sostituzione si potrebbe comprare un tagliere in rovere, molto resistente e compatto.

Il tagliere da cucina in legno rovere della MTM Wood  può essere un ottimo tagliere per il pesce crudo. È composto completamente in legno di rovere, è stabile e pesante, perfetto per tagliare senza doversi preoccupare dei movimenti della base. Il legno non compromette la lama, come invece può avvenire con i taglieri in metallo; la componente antibatterica garantisce una preparazione igienica e sicura delle pietanze, contrariamente a quanto avviene con i modelli in plastica. I pezzi sono assemblati tramite colla ecologica compatibile con l'uso alimentare.

Oroshigane

L'oroshigane è la tradizionale grattugia della cucina giapponese, famosa per la finezza della propria resa. A seconda dell'alimento da grattugiare è costituita da materiali e da forme diverse: quella per il sushi ha una superficie in samegawa, ossia pelle di squalo, che agisce in maniera simile alla carta vetrata, tritando la radice a grana molto sottile. Durante la preparazione del sushi viene utilizzata soprattutto per grattugiare il wasabi, la radice che costituisce l'ingrediente principale della salsa piccante omonima, essenziale nella preparazione, comparabile in parte al nostro rafano. In commercio si vendono sia polveri già pronte sia tubetti contenenti una pasta verde cremosa. I cultori del sushi non si sentono di consigliare la versione in polvere, poiché il wasabi essiccato perde il proprio sapore caratteristico; al contrario la pasta in tubetto è un'ottima alternativa per chi non riesce a reperire la radice fresca. Per un sapore quanto più simile a quello della cucina nipponica vera, si consiglia sempre l'utilizzo della radice di Wasabi fresca.

La grattugia Samegawa è una piccola grattugia importata direttamente dal Giappone, costituita da una base in legno e una superficie abrasiva in pelle di squalo. Il legno è chiaro e leggero, presenta sul manico simboli tradizionali della scrittura giapponese; la grattugia è piccola e maneggevole, piuttosto resistente. La resa è simile a quella dei supporti utilizzati dai migliori sushiman.

Sushi a casa: gli attrezzi per la tavola

Una volta terminata la preparazione vera e propria, bisogna passare all'impiattamento. La presentazione è importante quasi quanto la preparazione, e deve essere dettata da un gusto sofisticato e leggero, privo di sfarzi eccessivi.

Tagliere da portata o barca per sushi

Il sushi deve essere portato in tavola rigorosamente su supporti di legno, che possono avere varie forme, e svolgono la funzione di piatti da portata. La forma più tradizionale è quella di tagliere rialzato ed è di dimensioni solitamente più piccole. Le forme più estrose possono invece essere quelle di scala (meno comune, utilizzata prevalentemente nei ristoranti più costosi) o la forma di barca, molto diffusa in ogni ambito della ristorazione giapponese.

Per una piatto da portata che stupisca, una buona scelta può essere la barca da portata della Hemoton, un vassoio in bambù lungo mezzo metro, perfetto per ricreare l'ambiente di un all you can eat. Le dimensioni notevoli garantiscono una capienza abbondante; il design, studiato nei dettagli, è arricchito dalla presenza di vele a alberi maestri.

Set di piatti e bacchette

Come ormai avremo capito, il sushi richiede un'attrezzatura diversa da quella utilizzata tradizionalmente nelle cucine italiane. I set di piatti non fanno eccezione. Nel solco delle usanze giapponesi, il sushi va servito in un set composto da un piatto di forma rettangolare, solitamente decorato con delicate fantasie floreali, e da una ciotolina abbinata, destinata alla salsa di soia, nella quale vengono intinti i roll.

Il set da portata per sushi della Pandabo è un set composto da due piatti, due ciotole e due paia di bacchette con rispettivi portabacchette. Il piatto è di dimensioni contenute (20 cm x 12,5 cm), così come la ciotolina (9 cm x 6 cm). La forma leggermente concava ad angoli smussati è tipica dei piatti tradizionali nipponici. Sono composte da ceramica smaltata di blu, arricchita da una elegante fantasia floreale; la porcellana è lavorata ad alte temperature, priva di piombo e cadmio, con certificato FDA; lo smalto di alta qualità è resistente anche ai lavaggi in lavastoviglie, ma si raccomanda di non trattare la superficie con spugnette abrasive, che rovinerebbero la resa dei colori e la fantasia decorativa.

Bacchette cinesi

Per quanto riguarda le posate, ovviamente il sushi deve essere consumato con le bacchette cinesi, due bacchette di lunghezza identica, con una base più spessa e una punta sottile, composte normalmente di avorio, osso, legno, bambù, acciaio o plastica. Sono le tradizionali posate orientali. Queste bacchette vanno sistemate tra pollice e indice che, appositamente mossi, creano un movimento "a pinza", che consente di prelevare piccole quantità di cibo. Normalmente vengono vendute anche con un poggiabacchette, in modo da evitare il contatto tra la punta e la superficie del tavolo, una volta poggiate.

Poiché le bacchette sono un punto dolente per il mondo occidentale, quasi alla pari dell'utilizzo del makisu, molti aziende hanno cercato di produrre soluzioni più ergonomiche, che rendano questi utensili più congeniali alle nostre abitudini, ma che non stravolgano il gusto della tradizione. Queste bacchette potrebbero essere considerate dei veri e propri oggetti di design, esteticamente ricercati e dalle funzionalità elaborate.

Tuttavia, per assaporare il sushi in maniera fedele alle usanze, il consiglio è di comprare un paio di bacchette tradizionali in legno ed allenarsi nella presa, finché il movimento non diventerà fluido e naturale.

Il set di bacchette in legno della Achort contiene quattro coppie di bacchette in legno naturale lunghe 23 cm, dalla forma tipica, affusolate in punta e più larghe alla base. La struttura è abbellita da un motivo che richiama gli alberi di ciliegio in fiore: ogni coppia presenta colori diversi. Le bacchette sono accompagnate da dei poggiabacchette a forma di foglia, dalle dimensioni contenute, ideali da sfruttare per l'intervallo tra un boccone e l'altro senza occupare spazio superfluo sulla tavola.

Servizi da sakè

Il sushi si accompagna con il sakè, letteralmente "bevanda alcolica": è una bevanda leggermente alcolica derivata da un processo di doppia fermentazione del riso attivato da speciali muffe. La scienza de sakè è molto elaborata, come quella di bevande occidentali quali il vino, la birra o il caffè e, a seconda della preparazione e della tipologia di riso, il sapore sarà differente. La consumazione del sakè andrebbe fatta in un apposito servizio, costituito solitamente da una brocca dal collo stretto e dal bordo sbeccato, e da una serie di bicchieri copputi, più bassi e meno capienti dei nostri bicchieri da acqua, più simili per portata a quelli da vino. Alcuni modelli presentano anche un base d'appoggio per la brocca, nella quale inserire una candela per riscaldare il liquido: alcune tipologie di sakè infatti vanno consumate a circa 40/50°, per sprigionare le loro essenze più caratteristiche.

Il servizio da sakè della Ytlemon è un servizio composto da una brocca, una base per la candela e quattro tazze. È realizzato i porcellana di alta qualità, nera, decorata con una trama puntinata; l'interno è rivestito il smalto bianco e liscio. Il materiale è resistente all'esposizione diretta alle fonti di calore, più essere lavato in lavastoviglie senza riportare danni. Il design elegante e minimalista è adatto a qualsiasi tavola; la capienza delle tazze di soli 45 ml è in linea con le usanze più classiche, che impongono di bere piccole quantità di sakè, per non sfociare in stati di ebrezza poco consoni alle tradizioni nipponiche.

Ingredienti per la preparazione del sushi a casa

Per un sushi che si rispetti, bisogna utilizzare gli ingredienti idonei: molti di questi sono tipici della cucina giapponese, ma molto inusuali in quella occidentale. Gustare il sushi infatti vuol dire anche abituare il palato a dei sapori poco consueti, ma non per questo meno raffinati o gradevoli. Vediamo quali sono gli ingredienti principiali da dover riconoscere e comprare.

Riso

Per cominciare, analizziamo l'ingrediente più rilevante nel sushi: il riso. Il riso per il sushi è caratterizzato da chicchi piccoli e tondeggianti ed è ricco di amido, per conferire al risultato finale la giusta collosità; è anche detto riso glutinoso, proprio per questa caratteristica. Per intenderci, il riso perfetto per il sushi deve essere simile al nostro riso roma. Un prodotto tradizionale può essere acquistato nei negozi etnici, oppure online su Amazon. Preparare il riso per sushi non è complicato, ma richiede una serie di accorgimenti per non compromettere la resa finale.

Il riso per sushi della Umami è un riso proveniente dal Giappone, confezionato sottovuoto e imballato in una confezione di carta sulla quale è riportata la ricetta perfetta per il sushi. I chicchi sono piccoli e corti; durante la cottura liberano grandi quantità di amido, essenziale per conferire la forma compatta.

Alga nori

L'alga nori deve il suo nome al giapponese, dove nori vuol dire per l'appunto alga. È l'alga più consumata a livello alimentare nel mondo, ha un gusto molto delicato, che non sovrasta gli altri sapori, per questo nella preparazione dei maki (uramaki, hosomaki, futomaki, temaki). È anche un alimento ricco di vitamine e di sali minerali, nonché di omega 3, iodio e amminoacidi. In commercio si trova sotto forma di fogli, solitamente di 18 cm per lato; questi possono poi essere regolati all'occorrenza in base alle necessità.

L'alga nori per sushi dell'Arnaboldi è venduta in 6 confezioni da 8 fogli l'una, per un totale di 48 fogli. Ideale per l'ottima qualità, permette di creare dei roll perfetti, senza sgretolarsi o strapparsi durante la lavorazione. Il sapore è quasi evanescente, la consistenza impalpabile. È prodotta con metodi tradizionali: l'alga viene stesa al sole per l'essiccazione, dopo essere stata lavata e tritata finemente; una volta asciutta, i fogli di alga vengono confezionati, pronti all'uso.

Wasabi

Come già accennato, il wasabi è un ingrediente imprescindibile nella preparazione del sushi, perché conferisce quel retrogusto piccante (ma non troppo) che li rende ancora più gustosi. Per i più pigri, e per chi non ha modo di acquistare una radice di wasabi fresca (non sempre reperibile), esistono varie alternative in commercio. Tra queste i palati più raffinati consigliano le paste wasabi già pronte, confezionate in tubetto, da utilizzare pure o disciolte nella salsa di soia, a seconda del tipo di sushi.

La pasta wasabi consigliata è l'Authentic Japanese Shizuoka Wasabi paste di AmericaSamo, una pasta importata direttamente dal Giappone, priva di coloranti e di conservanti chimici. Questa pasta è prodotta da radici coltivate e irrigate tramite acque di sorgenti per circa 15 mesi. A detta di molti assaggiatori, è il prodotto venduto in occidente che più si avvicina alla purezza della salsa wasabi che si può gustare in Giappone.

Salsa di soia

Un pasto a base di sushi privo di salsa di soia non si può definire un pranzo completamente tradizionale. La salsa di soia è un salsa fermentata a base di soia, utilizzata sia per condire il riso del sushi sia come succo in cui intingere maki e i nigiri. Le salse di soia possono esseri di vari tipi, a seconda della preparazione, della zona di produzione e della tipologia di ingrediente dominante al loro interno. La salsa giapponese tradizionalmente usata per i sushi ha una componente di grano maggiore, che determina quel retrogusto lievemente dolciastro, meno aspro rispetto alle salse di soia cinesi. È l'ingrediente normalmente utilizzato per salare le pietanze, grazie al suo gusto sapido.

La salsa di soia della Kikkoman è una salsa a fermentazione naturale, tra le più utilizzate per condire il sushi. Ha come ingredienti di base soia, frumento, acqua e sale; è priva di additivi artificiali e conservanti chimici. L'aroma delicato caratteristico si accompagna con il colore rossiccio e la consistenza cremosa.

Aceto di riso

Un altro prodotto che raramente si ha in casa è l'aceto di riso, un condimento ricavato dalla fermentazione del riso. Le tipologie in commercio sono molte: esiste l'aceto di riso rosso, bianco e nero. Quello giapponese è tradizionalmente bianco, ha un sapore piuttosto deciso; il basso tasso di acido acetico contenuto al suo interno gli conferisce un sapore morbido e dolciastro. Per la preparazione del riso per il sushi non viene utilizzato in forma pura, ma viene addizionato con sale e zucchero, per un gusto più incisivo. Lo zucchero inoltre contribuisce ad addensare il riso.

L'aceto di riso per sushi della Umami è un prodotto ideale per la preparazione del riso da sushi. Il condimento è saporito e dolciastro, ma non eccessivamente intenso, perfetto per accompagnare gli altri ingredienti senza coprirne il sapore.

Il sushi a casa: un consumo consapevole

La consumazione di sushi spesso è guardata con sospetto da parte di chi pensa che le soluzioni all you can eat possano portare ad enormi sprechi di cibo. Infatti proprio per sensibilizzare i clienti ad ordinare le pietanze in maniera più oculata, i ristoranti hanno iniziato a porre dei limiti alle portate ordinabili, almeno inizialmente, oppure ad imporre una sovrattassa per tutto ciò che viene ordinato ma non viene mangiato.

Il sushi preparato in casa non solo è un prodotto di qualità controllata, ma è anche una garanzia di sostenibilità: una volta acquistati sia gli alimenti sia gli strumenti, ci si potrà rendere conto del costo effettivo della preparazione e si diffiderà delle soluzioni a basso prezzo normalmente disponibili su piazza.