Si stanno svolgendo a Rio de Janeiro le Paralimpiadi, i Giochi olimpici dedicati agli atleti con disabilità, e a distinguersi per forza e determinazione sono state due donne italiane. Entrambe sono riuscite a salire sul podio, dimostrando che la disabilità non deve essere vista come un'ostacolo alla realizzazione personale. La prima ad aver vinto la medaglia d'oro è Beatrice Maria Vio,  detta "Bebe", campionessa di scherma, che ha nella finale di fioretto ha battuto la cinese Zhou Jingjing per 15-7, la seconda è Assunta Legnante, distintasi per forza e talento nel lancio del peso.

Bebe e la sua lotta contro la meningite

Beatrice è nata a Venezia nel 1997 e nel 2008 è stata colpita da una meningite fulminante che le ha causato una grave infezione, con annessa necrosi, ad avambracci e gambe. Per sopravvivere, ha dovuto amputarle. Nonostante la disabilità, ha ripreso immediatamente la scuola e l’attività sportiva, in particolare lo scherma, che ha continuato a praticare grazie a una particolare protesi progettata per sostenere il fioretto. Da allora, ha raggiunto un successo incredibile, è diventata testimonial in molti programmi televisivi, ha gareggiato a scopo pubblicitario contro Valentina Vezzali, ha fondato una Onlus di sostegno per i bambini amputati e ha partecipato a diverse competizioni internazionali come i Giochi Paralimpici di Londra nel 2012. Nonostante l’handicap e la giovane età, Bebe Vio è diventata una campionessa pluripremiato.

Assunta Legnante: lo sport le ha dato la forza di reagire

Accanto a lei, a trionfare a Rio è stata Assunta Legnante, campionessa europea nel getto del peso, che si è aggiudicata la medaglia d’oro nella sua specialità. E’ nata nel 1978, è originaria di Frattamaggiore, in provincia di Napoli, e fin dalla nascita un glaucoma le ha limitato la vista. La disabilità non le ha impedito di dedicarsi allo sport, la determinazione e la forza d'animo le hanno permesso di diventare primatista italiana e detentrice del record mondiale di categoria con 17,32 metri. Anche se ha debuttato nella carriera paraolimpica solo 4 anni fa alle Paralimpiadi di Londra, dove ha conquistato il primo gradino del podio e dove è stata soprannominata “cannoncino” per la potenza delle braccia, è riuscita a farsi notare per il suo talento in ogni Mondiale o Europeo a cui ha partecipato. Con la vittoria di Rio è entrata definitivamente nella storia dello sport paralimpico.

Le campionesse italiane diventano un modello di forza e determinazione

Assunta e Beatrice sono diventate un modello di forza e determinazione per tutti quelli che credono che un handicap sia un ostacolo insormontabile da affrontare. Hanno dato prova del fatto anche con delle disabilità si possono superare i propri limiti, così da trasformare in realtà i propri sogni. Loro ce l'hanno fatta e, anche se nella vita si sono ritrovate ad affrontare sfide durissime, sono riuscite a mostrare al mondo il loro talento e il loro coraggio.