I folati, cioè le vitamine appartenenti al gruppo B essenziali per favorire le capacità di assorbimento e i processi di sintesi dell’organismo, sono sempre stati considerati fondamentali per la salute del feto. In particolare, la loro mancanza viene associata alla spina bifida e ad altri difetti del tubo neurale. Una ricerca condotta dal National Center for Biotechnology Information ha però stabilito che l’acido folico aumenta del 30% il rischio che il bambino nasca con l’asma e che la mamma vada incontro al cancro al seno.

Questo, oltre che essere prescritto dai medici durante la gravidanza, è contenuto anche nella farina, nel riso bianco, nei cereali e nella pasta. Di conseguenza le donne in dolce attesa ne assumono molto di più rispetto a quanto indicato. “I folati sono importanti per il loro ruolo nel prevenire i difetti del tubo neurale, ma proprio per questo, poiché sono importanti e per il loro principio bioattivo devono essere trattati con rispetto”, ha dichiarato il professore  Michael Davies, uno dei principali autori dello studio. Inoltre, uno dei pericoli di questa sostanza consiste nel fatto che molte future mamme non riescono ad assorbirla adeguatamente a causa delle mutazione del gene MTHFR.

Come risultato si hanno maggiori possibilità di dare alla luce un figlio affetto da autismo, dalla sindrome di Down, oppure con problemi di insonnia ed ansia. I dati, naturalmente, fanno riferimento all’acido folico supplementare e non a quello contenuto nei cibi. Per le donne che intendono portare avanti una gravidanza sana è dunque importante capire qual è la dose giusta di folati da assumere per non mettere a rischio la propria salute e quella del piccolo.