La violenza sulle donne è un problema sempre più diffuso nel nostro paese e, anno dopo anno, le molestie e le denunce diventano sempre più frequenti. Nei casi peggiori, le storie di abusi si concludono in modo tragico ed è per questo che sono sempre di più le iniziative che puntano a combattere il femminicidio. L'ultimo arrivato è un progetto italiano lanciato dalle studentesse del Centromoda Canossa, in provincia di Trento, che hanno creato un foulard anti stupro.

Servendosi dell'aiuto dei ricercatori della Fondazione Bruno Kessler, hanno dotato l'accessorio di un piccolo sistema di sensori che si attiva con un semplice tocco e che produce un rumore che va ben oltre la soglia di udibilità per l'uomo. In questo modo, non solo si attirerà l'attenzione dei passanti, ma l'aggressore rimarrà anche così disorientato. Il foulard può essere inoltre cucito anche su altre tipologie di vestiti o su accessori, così da poter essere usato anche in estate o quando le temperature cominciano a salire.

L'idea è venuta alle studentesse per trovare una soluzione ai ripetuti episodi di violenza che vengono registrati ogni giorno in tutta Italia. L'obiettivo è fondere tre grandi scommesse: la formazione delle giovani, l’investimento in nuovi settori e la sensibilizzazione sul tema del femminicidio, dello stalking e della violenza in generale. Per il momento, il foulard antistupro è solo di un prototipo ma a breve potrebbe partire la sua produzione in serie, dato che richiede dei costi bassissimi per la fabbricazione. Si stanno progettando anche eventuali sviluppi futuri del foulard, così da geolocalizzare anche la vittima e comunicare la sua posizione alla polizia.