Si chiama Armine Harutyunyan ed è la modella di 23 anni che Gucci ha scelto per una delle sue sfilate, per la precisione quella che si è tenuta durante la Paris Fashion Week nel settembre 2019. A partire dal momento in cui è comparsa in passerella, però, per lei è cominciato un vero e proprio calvario. È diventata vittima di body shaming sul web e il motivo è molto semplice: è stata accusata di essere inadatta al mondo della moda, tutto perché non incarna i canoni di bellezza comunemente accettati. Contro di lei sono stati rivolti commenti razzisti, offensivi e denigratori, addirittura sui social è circolata una sua foto con accanto la didascalia “voi ci uscireste a cena?". Davvero una donna che non si adegua agli stereotipi deve essere etichettata come "brutta", quasi come se fosse una colpa essere nata con determinati lineamenti?

Armine ha sfilato per Gucci nel 2019

Non è la prima volta che si parla di Armine Harutyunyan, la modella originaria di Yerevan, in Armenia, è già finita al centro dell'attenzione degli utenti del web dopo aver sfilato per Gucci durante la Paris Fashion Week del settembre 2019. Dopo che alcune riviste georgiane avevano parlato di lei come "il nuovo volto di Gucci", incuranti del fatto che avesse solo preso parte a una sfilata, gli utenti dei social si sono scagliati contro di lei. La "colpa" di Armine sarebbe stata non essere abbastanza attraente per il mondo della moda, come se una donna che non ha un corpo longilineo o i lineamenti del viso delicati non fosse "degna" di sfilare e di indossare capi fashion.

Alessandro Michele e la celebrazione della diversità

Da quando Alessandro Michele è direttore creativo di Gucci si è sempre battuto duramente per dire addio agli stereotipi, così da dimostrare che la bellezza non è solo nei corpi statuari o nei visi dai lineamenti "armonici". Nella speranza di cambiare la mentalità comune, mettendo in mostra lo splendore della diversità, ha deciso di far sfilare Armine Harutyunyan. Purtroppo, però, il mondo contemporaneo non sembra essere pronto per l'inclusività, non a caso i terribili fenomeni di body shaming nei confronti di coloro che non rispecchiano al 100% gli stereotipi sono all'ordine del giorno. Quello che ci si chiede è: per quanto ancora una donna dovrà essere giudicata esclusivamente per il suo aspetto estetico, arrivando quasi a sentirsi in colpa per essere nata con determinate caratteristiche fisiche? Non sarebbe forse arrivato il momento di capire che esistono tanti tipi diversi di bellezza piuttosto che scagliarsi senza pietà contro la star di turno definita troppo grassa, troppo magra, con un naso troppo grande o con un décolleté troppo piccolo?