Negli ultimi tempi l'attenzione all'ambiente è cambiata, c'è maggiore consapevolezza in fase di acquisto e l'Inci, ovvero le indicazioni riportate su ciascun prodotto, non sono totalmente ignorate. Se da un lato, però, si presta molto attenzione ai prodotti e alle formulazioni che li compongono, non sempre si bada al loro packaging. Confezioni, ma anche scatole e imballaggi fanno parte del pacchetto. Per questo motivo molte aziende, specializzate nella produzione di prodotti legati al mondo beauty, hanno cominciato a impegnarsi anche su questo fronte, cercando di realizzare prodotti della skin care routine, attenti sia alla persona che all'ambiente.

Il packaging attento all'ambiente

Per essere ecologiche e attente all'ambiente, le aziende possono optare per differenti soluzioni per quanto concerne il packaging. Una lista delle alternative è quella fornita da Cosmetica Italia, associazione nazionale per le imprese cosmetiche.

  • È possibile ridurre al minimo i materiali destinati agli imballaggi, eliminando quelle componenti non necessarie, come ad esempio i foglietti illustrativi – che possono essere stampati sulla confezione – e involucri secondari.
  • Ridurre i volumi degli stessi imballaggi è un'altra opzione, oppure optare per materiali riciclati, biodegradabili o facilmente disassemblabili.
  • Si può scegliere di progettare anche prodotti con apposite ricariche, che possono essere riutilizzati con facilità.

I marchi che scelgono packaging bio

Packaging sostenibili sono quelli, ad esempio, realizzati da Lush. L'azienda inglese utilizza il FloPak Bio, un imballaggio al 100% naturale, composto da amido di mais e acqua, che può essere riciclato e smaltito nell'umido. In estate alcuni prodotti vengono venduti con cubetti di ghiaccio sintetico, che possono essere riutilizzati. Per quelle creme che non possono essere presentati nude, vengono utilizzati i vasetti neri, ottenuti in parte da plastica riciclata acquistata e in parte recuperata dagli stessi vasetti che vengono restituiti dai clienti. Per invogliarli a prendere parte attiva in questo processo di riciclo, Lush regala una maschera ogni cinque contenitori restituiti. Si basano sui principi dell'economia circolare anche gli imballaggi di Ren Skincare, azienda beauty che si sta impegnando a diventare a rifiuti zero entro il 2021. Si servono di bottiglie realizzate in plastica Ocean e tubi in plastica riciclata post-consumo. In Italia un'azienda attenta da questo punto di vista è Biofficina toscana che ha volutamente rinunciato ad imballi inutili e foglietti illustrativi standard. Laddove necessario, il pack esterno è realizzato in fibre riciclate, così come le etichette. I flaconi sono, invece, in plastica ricavata dalla carta da zucchero.

La stessa attenzione la troviamo anche nei prodotti L'Erbolario, le cui confezioni sono al 100% naturali: sfruttano il Green PE, derivato da canna da zucchero, una fonte vegetale e rinnovabile; il Green PET, per il 30% ricavato da canna da zucchero e per il 70% da plastica tradizionale; e il R-PET, che deriva da bottiglie di plastica post consumo. Materiali riciclabili sono anche quelli scelti da Nuxe per i suoi vasetti. Il brand francese, come reso noto sul sito è molto attento all'ottimizzazione di materiali e peso e cerca di limitare l'impatto ambientale, elaborando formule biodegradabili e utilizzando particelle esfoliante solo di origine naturale. Rispettano l'ambiente sia le formulazioni che il packaging dell'azienda danese Ecooking. Le confezioni, infatti, realizzate a base di mais, possono essere facilmente riciclate con l'acqua. Non resta che guardare, in fase di acquisto, non solo alla formulazione, ma anche al tipo di confezione utilizzata. In questo modo saremo certe di aiutare non solo la nostra pelle, ma anche il mondo che abitiamo.