Le donne sono sempre state definite il "sesso debole" ma a quanto pare si tratta solo di una forma di discriminazione di genere, di una antiquata convenzione legata alla società patriarcale che non rispecchia la realtà. A dimostrarlo è stato un recente studio che ha analizzato i risultati accademici raggiunti dai due sessi nell'ultimo anno e la differenza è stata decisamente evidente: le ragazze hanno dato prova di essere un passo avanti rispetto alla controparte maschile, visto che sono loro a studiare di più e meglio. Il progetto in questione si chiama "Respect-Stop Violence Against Women" ed è stato realizzato dal Censis con il contributo del Dipartimento per le Pari Opportunita della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Cosa ha fatto emergere? Che bisogna puntare sulle donne se si vuole migliorare la società contemporanea. In particolare, sugli oltre 7,6 milioni di laureati in Italia, 4.277.599 sono donne, un numero che corrisponde al 56% del totale e che è in constante aumento, a dimostrazione del fatto che le rappresentanti del sesso femminile superano di gran lunga i maschi quando si parla di doti intellettive. Le studentesse che hanno effettuato l'iscrizione all'università sono 938.816, dunque il 55,4% del totale, mentre quelle che hanno continuato gli studi dopo la laurea con un master, un dottorato o un corso di specializzazione sono il 59,3%. Come se non bastasse, anche il sistema educativo è nelle mani delle donne, queste corrispondono all'82% degli insegnanti, al 69% dei dirigenti scolastici e al 69% del personale non docente. Insomma, è chiaro che è arrivato il momento di dire addio ai luoghi comuni e alla discriminazione di genere: le donne posseggono un immenso valore sociale, solo quando lo si capirà si potrà davvero promuovere un cambiamento epocale nel mondo che ci circonda.