8 Marzo 2021
11:06

Alok Vaid Menon, l’attivista trans contro i diktat di moda: “È tempo per una nuova idea di bellezza”

Classe 1991, Alok Vaid Menon è un performer che si identifica come “non conforme al genere” e vuole superare il binarismo in tutte le sue manifestazioni. Partendo dai vestiti: perché le gonne sono per le ragazze e non per i ragazzi? Perché è accettabile che gli uomini tengano i peli del corpo mentre le donne sono obbligate a depilarsi?
A cura di Beatrice Manca

Per parlare di Alok Vaid-Menon – attivista trans e poet* – bisogna mettere una regola a monte: usare gli asterischi e il pronome "they/them", cioé "loro". Vaid-Menon infatti è un performer che infatti si identifica come "non conforme al genere": ha scritto libri, disegnato collezioni di moda, tenuto interventi pubblici e creato contenuti social diventati virali. Tutto con un unico scopo: superare il binarismo di genere in tutte le sue manifestazioni. I vestiti, ad esempio: perché le gonne sono per le ragazze e per i ragazzi no? O i peli del corpo: perché è accettabile che gli uomini li tengano mentre le donne sono obbligate a depilarsi?

Uno scatto pubblicato con l’hashtag #NothingWrongHair
Uno scatto pubblicato con l’hashtag #NothingWrongHair

Queste domande sono il cuore del lavoro di Alok Vaid-Menon: classe 1991, nel suo lavoro parla esplicitamente sia delle questioni che riguardano la comunità trans sia dei temi sociali legati all'immigrazione e all'appropriazione culturale. Alok infatti ha origini indiane. Molte delle imposizioni culturali sul corpo, sostiene, affondano le proprie radici nel colonialismo e sull'imposizione di uno standard "bianco" ed europeo che non ha mai lasciato spazio ad altri corpi, altre forme, altri colori di pelle. Molti dei suoi ragionamenti vengono condivisi su Instagram: il suo account conta oltre 600mila follower ed è un punto di riferimento nella comunità trans. Ha lanciato hashtag che sono manifesto della body positivity come #NothingWrongHair (Non c'è nulla che non va nei peli) e ha scritto due libri: "Beyond the Gender Binary" e "Femme in Public".

Il manifesto per una nuova bellezza

Il concetto di bellezza è uno dei temi ricorrenti del suo lavoro: in una lettera aperta pubblicata sul sito Cnn ha spiegato che per il suo aspetto viene spesso preso di mira. Le labbra rosse e la barba sono "troppo" per molte persone che finiscono per proiettare le proprie insicurezze su di lui. Ma esistono tanti modi di essere belli, sottolinea, quanti sono gli esseri umani. Anzi: la nicchia è il nuovo standard, e non deve più nasconderti. Nel suo editoriale scrive:

Le persone emarginate imparano fin dalla tenera età che la bellezza spesso riguarda il potere. Vediamo il giusto, magro e conforme al genere tra di noi chiamato "bello", mentre il resto di noi è destinato a passare l'intera vita a cercare di essere come loro. La bellezza è essere te stesso, anche di fronte alla repressione sociale e culturale. Accedere a questa bellezza può sembrare impossibile in un sistema che premia la conformità rispetto alla creatività. Ma, nella mia esperienza, un impegno verso un'autorealizzazione onesta porta pace e sicurezza senza precedenti.

L’attivista trans Alok Vaid Menon
L’attivista trans Alok Vaid Menon

Le collezioni di moda gender neutral

Ma non sono solo le parole il suo principale strumenti di espressione. Un ruolo importantissimo lo riveste la moda. Alok ha disegnato infatti tre diverse collezioni gender neutral, caratterizzate da colori sgargianti e fantasie vistose. L'ispirazione è arrivata dalla domanda: "Che cosa indosserei se non avessi paura di essere aggredito?" La moda quindi è un mezzo per incanalare e mostrare al mondo ciò che pensa e ciò che scrive. "Non ne potevo più di vedere collezioni maschili e collezioni femminili – ha spiegato in un'intervista a Vogue –  in cui le persone che non sono né uomini né donne come me non vengono mai prese in considerazione". Da anni la moda si sta muovendo in una direzione più inclusiva, abbracciando il concetto di "gender free", ma non sempre i risultati incontrano i gusti dei clienti. "Le linee ‘gender neutral' sono spesso grigie e con silhouette noiose – ha specificato l'attivista – Così ho iniziato a disegnare e modellare abiti su di me e che potessi indossare per creare la mia estetica personale". Ma secondo Alok deve fare ancora l'ultimo passo decisivo: "Smettiamo di fare abiti da donna e abiti da uomo e facciamo semplicemente vestiti".

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