Victoria Hodgson ha 33 anni, è mamma di una bimba di 4 mesi, Amelia, ed è diventata la protagonista di una storia assurda. Si era recata in una piscina del suo paese per fare un bagno in compagnia della figlia quando è stata costretta ad allattarla. Considerandolo il gesto più naturale del mondo, non ha avuto vergogna di mettersi in un angolo e di portare la piccola al seno, ma non avrebbe mai immaginato cosa avrebbe provocato la cosa.

I buttafuori della piscina l’hanno subito sgridata violentemente poiché, allattando la bambina, stava violando le regole che vietavano di consumare cibo e bevande in piscina. Come se non bastasse, la donna è stata accusata di mettere a rischio la vita dei presenti poiché i bagnini, distratti dal suo seno in mostra, si sarebbero potuti distrarre, favorendo dei possibili incidenti. Quando Victoria ha provato a scusarsi con il proprietario, la risposta è stata terribile: le è stato detto che l’allattamento al seno dovrebbe essere proibito poiché porta gli uomini ad eccitarsi e a molestare le altre donne presenti.

Sono passati due anni da quella terribile giornata e solo oggi la donna ha vinto una battaglia legale avviata contro i gestori della piscina. “Quando è accaduto, ho pianto, mi sono sentita imbarazzata. Sono stata vittima di bullismo e, per di più, mi hanno ridicolizzato. Sono solo una madre che allatta, credo sia un mio diritto”, ha spiegato la donna. Oggi, ha ottenuto 2.000 euro di rimborso per i danni morali subiti ed ha dimostrato che un gesto tanto naturale non può essere discriminato. La speranza di Victoria è che la storia da lei raccontata possa essere un esempio per tutte le donne che vengono cacciate dai luoghi pubblici perché nutriscono il proprio bimbo al seno.