Negli  ultimi tempi, gli esperti dell’Istituto nazionale dei tumori francese hanno denunciato l’aumento di una particolare forma di cancro del sangue, il linfoma anaplastico a grandi cellule. A causarlo sarebbero alcuni tipi di protesi al seno. Per ora si sono contati solo 18 casi in Francia negli ultimi tre anni e 173 nel mondo, anche se questi numeri sembrano aumentare con una certa rapidità.

Dopo lo scandalo che ha coinvolto la società Pip qualche anno fa, accusata di produrre protesi difettose con materiale scadente, le autorità sanitarie hanno però deciso di lanciare subito l’allarme. Quello che ci si chiede è se sia il caso di ritirare dal mercato le protesi “incriminate”. Francois Hebert, direttore generale della Sanità, ha dichiarato: “Il rischio di sviluppare il linfoma anaplastico a grandi cellule in donne con impianti mammari appare più di 200 volte superiore rispetto alla popolazione in generale”. E’ stato inoltre annunciato che tra 10 giorni ci sarà una riunione sul tema presso l’Agenzia nazionale di sicurezza dei farmaci.

Il ministro della Salute Marisol Touraine ha rassicurato tutte le donne che hanno subito l’intervento al seno, affermando che non devono allarmarsi, né farsele rimuovere. Ogni anno sono milioni le donne che si sottopongono ad interventi del genere e il numero di casi di linfoma anaplastico a grandi cellule rimane estremamente limitato. Le protesi mammarie per ora dunque vengono considerate sicure, anche se si continua a studiare questa patologia, in modo da capirne meglio le cause, gli aspetti clinici e il possibile trattamento.  Il ministero della Salute francese ha concluso dicendo:

Si chiede che tutte le pazienti portatrici di protesi mammarie ed affetti da un sieroma periprotesico tardivo “freddo”, comparso a distanza di almeno 6 mesi dall’intervento, non su base traumatica o infettiva, specie se persistente e recidivante, debbano essere sottoposte ad un agoaspirato sotto controllo ecografico di almeno 20 cc di siero e questo inviato all’esame citologico.