Le Stan Smith Boost sono alcune delle sneakers più iconiche di tutti i tempi e, nonostante siano passati anni da quando sono state lanciate negli anni Settanta, sono ancora richiestissime. Negli Stati Uniti vengono vendute più del popolarissimo modello Jordan XII della Nike e di recente ne è stata riproposta anche una nuova versione che celebra quella classica dedicata al campione di tennis che ha vinto Wimbledon nel 1972. Non è un caso che il brand sportivo che le ha prodotte, Adidas, sia finito in tribunale contro Puma per dimostrare che il design originale fosse di sua proprietà.

Puma accusava il marchio con le tre strisce di aver copiato lo spessore della suola in gomma da uno dei suoi brevetti ed è proprio per questo che richiedeva lo stop delle vendite. La disputa è andata avanti per anni ma solo oggi il tribunale di Braunschweig ha raggiunto la sentenza definitiva: esistono differenze rilevanti tra i due modelli di scarpe finiti al centro del mirino. Puma non ha dunque alcun diritto sulle Stan Smith, sarà Adidas a continuare a incassare i guadagni derivanti dalla vendita delle iconiche sneakers.

Non è la prima volta che i due brand si trovano a "litigare", la loro storia è infatti molto complessa. A creare l'azienda madre sono stati i fratelli Adolf e Rudolf, che hanno dato vita insieme a un marchio sportivo nel 1924 in un paese della Baviera. Dopo 20 anni e innumerevoli successi si sono però separati a causa di una incomprensione, che ha portato Rudolf a fondare la Puma nel 1947. Adolf, rimasto solo, ha dato vita all'Adidas, ispirandosi alle prime lettere del suo nome e del suo cognome. E' proprio da quel momento in poi che sono diventati avversari feroci. Non si esclude, dunque, che un'altra disputa possa finire in tribunale in futuro.