Negli ultimi tempi si fa sempre più attenzione all'ecosostenibilità, sono moltissime le iniziative e i progetti lanciati per preservare l'ambiente che ci circonda, soprattutto quando si parla di moda, il settore in assoluto più inquinante al mondo. È proprio per ridurre al minimo gli sprechi e lo sfruttamento degli animali che Pangaia, un'azienda fashion sostenibile, ha deciso di produrre dei piumini "alternativi". Se fino ad oggi venivano imbottiti con piume d'oca o con plastica, ora è nata una soluzione più sostenibile, delle giacche che danno calore grazie all'imbottitura realizzata con fiori di campo. Ci sono voluti 10 anni di studi perché il brand riuscisse a creare questo materiale brevettato dal potere isolante, traspirante e impermeabile.

Si tratta di un mix di fiori di campo, biopolimeri e un aerogel con carta riciclata e altri materiali rinnovabili, atossici e biodegradabili, il cui obiettivo primario è ridurre lo sfruttamento e la sofferenza animale ma anche eliminare dal processo produttivo le fibre sintetiche che causano inquinamento ambientale. I fiori di campo sono tutti coltivati con un metodo di agricoltura rigenerativa certificata che non richiede irrigazione e che comporta basse emissioni di CO2. Per le imbottiture, in particolare, vengono scelte solo specie allergeniche che provengono da aree che contribuiscono a tutelare e ripristinare gli habitat naturali delle farfalle. Gli unici dettagli ancora in plastica? La fodera e il rivestimento esterno realizzati con nylon e poliestere. Il sogno dell'azienda a questo punto è dare presto vita a dei giubbotti cruelty free al 100%.