Abercrombie & Fitch in crisi, il brand annuncia la chiusura di 180 store

Il brand americano Abercrombie & Fitch è in crisi a causa della sensibile diminuzione di fatturato in Europa e soprattutto negli USA, una crisi che probabilmente non deriva esclusivamente dall’attuale situazione economica, l’alce di A&F sembra non attrarre più come un tempo. Le cause del declino possono essere rintracciate nell’incapacità del marchio di sapersi rinnovare, proponendo una immagine diversa dell’azienda e collezioni più originali, adatte a catalizzare l’interesse delle nuove generazioni. Oggi gli adolescenti non sono più disposti ad indossare “una divisa” con maxi brand in bella mostra, vogliono creare uno stile personale che si distingua da tutti gli altri, in un mondo omologato la ricerca dell’originalità è l’unica moda da seguire.

Più di 200 store chiusi entro il 2015 – Le strategie che hanno fatto la fortuna del brand, come i maxi store con luci soffuse e musica assordante e i commessi/modelli mezzi nudi all’ingresso di ogni punto vendita, tendono a ripetersi ormai da anni riducendo sensibilmente quel fascino iniziale che aveva catturato l’attenzione di milioni di persone. Fino al 2008 il marchio ha continuato ha registrare incassi notevoli, con punti vendita presi d’assalto in tutto il mondo, soprattutto da turisti alla ricerca di un capo introvabile nel proprio paese. Pian piano negli Stati Uniti il successo ha iniziato a diminuire, nel 2011 sono stati chiusi 71 store a causa dei bassi profitti e l’azienda ha annunciato che entro il 2015 saranno cancellati altri 180 punti vendita sparsi in tutto il Nord America.

abercrombie

L'unica salvezza il mercato asiatico – Se in America e in Europa l’impero Abercrombie & Fitch sembra sgretolarsi, in Asia il brand è adorato come un idolo pagano: nel mese di agosto è stato inaugurato ad Hong Kong uno store che in cinque giorni ha incassato  più di un milione di dollari. Ancora una volta il mercato orientale offre un’ancora di salvezza ad un marchio in crisi, dopo il grande successo “asiatico” l’azienda americana sta pensando di espandersi in Cina e Medio Oriente.