Giorgia Lanuzza è una ragazza di 24 anni, viene da Basingstoke, nell’Hampshire, e fin da quando era un’adolescente la sua vita non è stata facile come quella delle sue coetanee. A 13 anni, dopo la traumatica morte di suo padre, le è stata diagnosticata una grave forma di psoriasi, una malattia che le ha provocato delle macchie rosse dolorose e squamose sulla pelle, che le ricoprono il 97% del corpo.

A scuola tutti la prendevano in giro, la chiamavano “mostro” ed era costretta a sopportare degli spiacevoli fenomeni di bullismo, tanto che non riusciva ad accettarsi più. Era arrivata addirittura ad avere paura di guardarsi allo specchio. A provocare la malattia era stato il forte stress, Giorgia infatti non si è mai ripresa dalla perdita del suo papà. “Le persone mi guardavano disgustate, avevano paura che fossi contagiosa. Sentivo che la malattia mi stava rovinando la vita”, ha raccontato Giorgia. La cosa che più le faceva male erano gli sguardi indiscreti delle persone in strada.

In molti si fermavano a fissare le sue macchie e l’unica cosa che lei poteva fare per evitarlo era indossare maglie a maniche lunghe e leggings coprenti. Oggi, però, dopo aver nascosto per anni la sua pelle “brutta”, ha finalmente trovato la forza di reagire. Ha cominciato ad amarsi e a mostrarsi con orgoglio. “Finalmente sono venuta a patti con la mia pelle, ho capito che sono bella”, ha dichiarato la ragazza. Il suo obiettivo è diventare una fonte di ispirazione per tutte le donne che soffrono di psoriasi, la loro “anormalità” deve essere un punto di forza e non qualcosa di cui vergognarsi.