Jonathan Grindon è un uomo del Surrey, nella vita fa il professore universitario e per 6 anni la sua ex moglie, Annette, gli ha fatto credere che il piccolo Timothy fosse suo figlio biologico. Era il 2005 quando la donna ha scoperto di essere rimasta incinta grazie alla fecondazione artificiale ma, invece di dire la verità, ha preferito ingannare il marito ed evitare di dirgli che lo sperma usato per fecondarla non era il suo.

Con il passare del tempo, complice una crisi di coppia che ha tenuto i due separati, la cosa è venuta fuori e ha lasciato Jonathan senza parole. Una volta scoperto, si è sentito arrabbiato, sconvolto, ingannato e ha voluto provare a fare un test del Dna che, naturalmente, non ha dato il risultato sperato. Ha dunque portato la sua storia in tribunale. La legge gli ha dato ragione e ha infatti obbligato la moglie a pagare 40.000 sterline a titolo di risarcimento per l’angoscia, l’umiliazione e le spese che aveva affrontato per un bambino che non era suo figlio.

La vittoria legale, però, non l’ha reso felice: la cosa che gli ha fatto più male è stata la perdita di Timothy che, non essendo suo figlio, è rimasto con la ex moglie. “Non c’è tormento più grande del vedere un bambino con cui si sono passati molti anni fuori dalla propria vita”, ha spiegato Jonathan ancora sconvolto per l'accaduto. La sua speranza è che il piccolo continui a ricordare i momenti felici passati insieme e, una volta raggiunta la maggiore età, decida di riallacciare i rapporti con quello che per anni ha creduto fosse il papà. In fondo, è stata sua mamma a farlo diventare vittima di un inganno.