Stop ai parti cesarei inutili: le ostetriche argentine si ribellano in topless (FOTO)

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Le donne dell’Associazione Argentina delle Ostetriche sono scese in piazza a Buenos Aires per urlare a gran voce “Sì al parto naturale”. In Argentina infatti si conta il più alto tasso di parti cesarei inutili. E’ proprio per questo che le ostetriche si sono spogliate e si sono ribellate. Il parto naturale è un diritto di ogni donna.

Ogni donna che ha intenzione di avere figli saprà benissimo che il parto naturale è sempre la soluzione migliore poiché in questo modo non ci si espone al rischio di dover ricorrere ancora al bisturi. Molto spesso però i medici preferiscono praticare il parto cesareo, in modo da rendere questa operazione molto più semplice e rapida. In Argentina, in particolare, secondo le statistiche dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, si contano i tassi più alti al mondo di tagli cesarei inutili. E’ proprio per ribellarsi a tutto ciò che l'Associazione Argentina delle Ostetriche Indipendenti è scesa in piazza a Buenos Aires.

Al grido di “Meno cesarei ed epidurali”, le donne argentine si sono messe in topless ed hanno bloccato il centro della città per tutelare la salute dei bambini e delle donne in gravidanza. A non essere proprio accettati sono i protocolli del ministero della Salute che non favoriscono la scelta delle donne per il parto naturale a casa e privilegiano invece quello altamente medicalizzato in ospedale. Le donne quindi rivendicano il loro diritto a scegliere dove partorire e lo hanno fatto spogliandosi, mostrando il seno e scrivendosi sul corpo gli slogan: “Ho partorito in casa", "È mio diritto partorire dove voglio" e "Sì al parto in casa con le ostetriche". Secondo il presidente dell'organizzazione, Marina Lembo, il governo non ha assolutamente consultato le ostetriche prima di creare tali restrizioni governative.

Ad esempio, le donne oltre i 35 anni non possono partorire in casa, un provvedimento considerato troppo eccessivo visto che, anche nel caso in cui qualcosa andasse male, occorrono 30 minuti al massimo per arrivare in un ospedale vicino. Inoltre, lo stato non considerano che molte persone non hanno la possibilità economica per poter pagare le spese ospedaliere. Partorire a casa dovrebbe essere un diritto di tutte le madri ed è questo che chiede a gran voce l'Associazione Argentina delle Ostetriche Indipendenti.

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