Sesso e soldi in cambio di posto fisso: ispettore del lavoro condannato

A cura di roberta
concussione sessuale. Questa l'accusa di un ispettore del lavoro
Ispettore del lavoro abusa del suo potere per costringere una donna a concedersi per un periodo prolungato a prestazioni sessuali. Denunciato e condannato.

Il lavoro è un diritto insindacabile e previsto dalla Costituzione italiana. Il problema della crisi ha reso vani i tentativi di ristabilire l’equilibrio tra occupazione e disoccupazione con una metta prevalenza per quest’ultima. Oggigiorno trovare un impiego a lungo termine è davvero un tesoro. Contratti a progetto per i più fortunati. Per il resto esistono le “collaborazioni occasionali” e quelli mai firmati. Eppure lei, 44 anni, divorziata e con un figlio ha cercato e trovato un posto a tempo determinato. Occupazione sì, ma a che prezzo? Semplice sesso!

Tre sono le “S” che tirano di più. Insieme al sangue, abbiamo il sesso e i soldi. Ebbene sono state queste le richieste di un ispettore del lavoro che, in cambio di qualche effusione molto più profonda con la donna, ha proposto alla signora la possibilità di risolvere tutti i problemi economici con un posto a tempo indeterminato. Oramai si lavora unicamente per riuscire a vivere e sopravvivere perché in nessun altro caso questa donna avrebbe accettato una proposta del genere. Oltre ogni dignità per il lavoratore e per la donna. E le statistiche non aiutano il sesso debole a fronteggiare le ingiustizie. Sembra che solo nel 1033 riusciremo ad avere la piena partià dei sessi. Ma giustizia è stata fatta. È giunta sonora la condanna del pubblico ministero Maria Bice Barborini. La concussione sessuale è un’accusa grave che ha fatto vacillare anche la stessa moglie dell’ispettore del lavoro. Pare, infatti, che la donna abbia cercato in tutti i modi di disfarsi del marito.

Le donne anche nella debolezza sanno essere forti. Questa è la prova. Governiamo Paesi e gestiamo grandi imprese. L’uomo, invece, sembra essere rimasto a ricatti e rapporti sessuali consumati sotto minaccia. La discriminazione della donna sul posto di lavoro non si ferma dinanzi a nulla, neanche ad un gravidanza. Basti pensare a quante di loro smettono di cercarlo per il rifiuto all’ascolto e alla comprensione.

Roberta Santoro

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