Anche se siamo ormai nel 2016 e viviamo in un mondo abbastanza emancipato, esistono ancora alcune regole razziste e misogine nel momento in cui si parla di codice d’abbigliamento sul luogo si lavoro. June J Rivas è una donna di colore e qualche giorno fa ha indossato un foulard sul capo per andare in ufficio, come richiesto dalla sua religione. Pensava che la cosa non avrebbe creato problemi a nessuno ma, in realtà, le cose sono andate diversamente.

Una volta arrivata a lavoro, è stata rimproverata dal capo, che l’ha incitata a togliere quel copricapo, considerato “poco professionale”. Secondo lui, anche la coda di cavallo e le trecce sarebbero delle acconciature inadeguate per restare in ufficio ore ed ore. Indignata dall’accaduto, June ha deciso di postare la foto del suo look sui social, accompagnata da una denuncia al suo capo:

Ho presentato una denuncia per molestie contro di lei. Il contratto che ho firmato non prevedeva nessun codice di abbigliamento, ora invece ne abbiamo uno: non possiamo utilizzare cinture, cappelli, sandali, décolleté, pizzi e anche foulard.

Per ribellarsi al provvedimento, la donna ha voluto fare qualcosa di originale che va contro ogni codice d'abbigliamento: attualmente sta andando in ufficio vestita da cosplayer. Il suo obiettivo è far capire a tutti quanto sia sbagliato imporre agli impiegati delle leggi che gli vietano di indossare determinati abiti e accessori. Lei forse ha fatto qualcosa di troppo estremo ma, quanto meno, è riuscita a dare una bella lezione al suo capo. La prossima volta, ci penserà su due volte a non rispettare quanto indicato nel contratto.

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