A chi non è mai capitato di usare Word per scrivere un testo sul pc e di utilizzare l'apposita funzione per trovare i sinonimi di una parola? Quello che in pochi sanno è che il programma deve essere stato ideato sicuramente da un uomo. Il motivo è molto semplice: basta digitare "femminile" nella pagina e cercare i suoi sinonimi per capire quanto siano maschilisti e al limite dell'offensivo. Le prime parole che compaiono sono debole, fiacco e molle, come se quando si fa riferimento all'universo femminile si pensasse immediatamente solo alla mancanza di forza, di potenza e di vigore.

Continuando a leggere i suggerimenti di Word, la situazione diventa ancora più disastrosa, visto che appare il termine snervata, che letteralmente significa "privo di energia fisica e morale", una definizione irrispettosa e poco desiderabile per ogni rappresentante del sesso femminile. La ciliegina sulla torta? Il tutto viene completato dalle parole "dolce" e "tenero" che, rispetto a quelle utilizzate in precedenza, sembrano essere quasi le più gratificanti, anche se non è pensabile che solo le donne riescono a essere amabili, affettuose e sensibili. Insomma, è chiaro che Word utilizzi dei termini un po' troppo maschilisti che non riescono affatto a dare una corretta interpretazione del termine "femminile" ma la cosa ancora più incredibile è che anche sul vocabolario dei sinonimi vengono riportati gli stessi termini.

Quando invece viene ripetuto il procedimento con il termine "maschile", il risultato è completamente differente. I sinonimi di questa parola sono virile, maschio, forte, energico, vigoroso, mascolino, tutti termini desiderabili per un uomo, capaci di dare una definizione più energica al suo lato più coraggioso e "maschio". Non si fa alcun tipo di riferimento al fatto che anche un lui potrebbe essere emotivo, romantico, dolce, tenero, proprio come se non fosse contemplato il fatto che potrebbe avere delle debolezze o una sensibilità particolarmente sviluppata. Insomma, anche i sinonimi di "maschile" sono totalmente maschilisti.

Non è la prima volta che capita una cosa simile. Già in passato la frase utilizzata tradizionalmente contro le donne, "Sei isterica", è finita al centro delle polemiche poichè fa riferimento a una malattia mentale grave realmente esistente che non può essere associata al sesso femminile solo perché quest'ultimo si lascia travolgere dalle emozioni. Addirittura, è stato lanciato anche un sondaggio per capire quali sono le definizioni che danno più fastidio alle femminucce e i risultati sono stati chiari: tra "mestruate", “rompi palle”, “stronzetta” e “prima donna" c'era solo l'imbarazzo della scelta, una cosa decisamente inaccettabile per tutte quelle che ogni i giorni combattono contro gli stereotipi di genere, così da mostrare il loro immenso valore.

Essere donna significa davvero essere solo debole e dolce?

E' inutile negarlo, anche se abbiamo la presunzione di trovarci in un'epoca super moderna, digitale ed emancipata, la verità è che non riusciamo ancora a distaccarci dai tabù e dai luoghi comuni che ci sono stati tramandati dalle generazioni che ci hanno preceduto. Secondo le convenzioni, la donna appartiene al "sesso debole", quello che deve essere protetto, che non ha lo stesso vigore maschile e che sarebbe perso senza un compagno virile, forte e sicuro di sé al proprio fianco, e inconsciamente siamo ancora legati a un'idea simile, tanto che guardiamo quasi con disprezzo quelle che vanno alla ricerca della loro libertà. I tempi, però, sono cambiati e il sesso femminile si è decisamente emancipato: le donne sono capaci di portare avanti intere famiglie da sole, di distinguersi per il loro talento sul posto di lavoro, di continuare a superare i propri limiti, andando contro i pregiudizi sessisti, di crearsi una propria vita soddisfacente senza necessariamente andare alla ricerca affannosa di un uomo da sposare, che possa farle sentire sicure, protette e forti.

Al contrario, invece, gli uomini sembrano aver perso tutta quella mascolinità e quella virilità che li aveva sempre caratterizzati in passato e, in moltissimi casi, sono diventati degli "eterni bambini" un po' smidollati che non hanno alcuna intenzione di crescere o di assumersi delle responsabilità. Peccato solo che il vocabolario di Word non si sia reso conto di questa piccola rivoluzione in atto e che continui ad associare il termine "femminile" a definizioni ormai arcaiche. Quello che ci si chiede è: le donne possono davvero essere definite solo deboli, dolci, tenere o, peggio, snervate? Per fortuna, la risposta la danno ogni giorno tutte quelle che vanno fiere del loro coraggio e della loro voglia di mostrare a tutti quanto valgono: a prescindere da ogni tipo di luogo comune, è chiaro che sono diventate loro il "sesso forte".