Si chiama Katelyn Ohashi ed è la ginnasta 21enne che negli ultimi giorni sta facendo il giro del web. Ha partecipato ai campionati Collegiate Challenge di Anaheim in California e grazie alla sua performance perfetta ha guadagnato il massimo dei voti, lasciando letteralmente senza parole la giuria. Non è un caso che il video in cui balla e fa le capriole sulle note di una canzone di Michael Jackson sia diventato virale. In pochi, però, conoscono la sua vera storia e il percorso che ha dovuto affrontare per raggiungere il successo.

Katelyn Ohashi, dal successo all'infortunio

Katelyn Ohashi è una ragazza americana di 21 anni e nella vita fa la ginnasta. Ha cominciato a farsi notare in questo mondo nel 2011, per la precisione quando ha vinto i Visa Championship. All'epoca aveva solo 14 anni ma, nonostante ciò, riusciva già a guadagnare punteggi elevatissimi con le sue performance in cui eseguiva salti mortali, piroette e spaccate in modo impeccabili. Nel 2013 ha vinto l'American Cup, battendo Simone Biles, un'altra delle atlete più promettenti della ginnastica artistica, ed è diventata famosissima, faceva parte della squadra nazionale e si ritrovava spesso sulle prime pagine dei giornali. Nel 2014, però, si è dovuta fermare a causa di un infortunio alla spalla. A partire da quel momento ha pensato che non sarebbe mai stata più capace di tornare in pista, i medici le dicevano che c'erano poche possibilità di continuare con la carriera da atleta, tanto che Katelyn si era creata un "piano b". Voleva andare all'università e abbandonare il mondo professionistico, diventando un'atleta universitaria. E' proprio per questo che si era iscritta alla UCLA di Los Angeles.

Katelyn e la lotta contro la bulimia

Nel 2017 Katelyn ha aperto i suoi diari personali, decidendo di raccontare tutto quello che di solito veniva nascosto nell'universo della ginnastica artistica, facendo riferimento alle pressioni sul suo fisico, ai sacrifici a cui era costretta a sottoporsi, agli insulti ricevuti di continuo. "Il mio allenatore dice che se sbaglio o cado è colpa del fatto che io sia troppo pesante, quindi ho iniziato a misurarmi con le mani le cosce ogni giorno per vedere se diventano più grandi. Mi allenavo 36 ore alla settimana, dovevo rispettare le aspettative che gli altri avevano su di me", ha spiegato la ragazza. Nel periodo peggiore della sua vita ha pensato che la bulimia fosse l'unico rimedio capace di salvarla poiché le permetteva di mangiare senza ingrassare, era ossessionata dal peso e prima di cominciare ogni allenamento saliva sulla bilancia. Scrivere era la sua univa via di fuga. Negli ultimi giorni, però, è avvenuta la svolta: è tornata a gareggiare e si è aggiudicata il massimo dei punti ai campionati Collegiate Challenge di Anaheim in California con una performance sulle note di Michael Jackson. Si destreggia tra spaccate, salti mortali e piroette, rimbalza sul tappeto come fosse una farfalla, guardarla è qualcosa di letteralmente ipnotico, fa tutto con una naturalezza che lascia senza parole. La speranza di Katelyn? Che quelle parole da lei scritte in passato facciano luce su un mondo di cui spesso si conosce ben poco: le atlete non devono essere più sottoposte a pressioni simili che non fanno altro che avere conseguenze pericolose sulla loro salute fisica e mentale.