Negli ultimi anni il mondo della moda ha fatto degli enormi passi avanti quando si parla di inclusione ma, nonostante all'apparenza si dia spazio alle diversità, la verità è che continua a essere un universo elitario in cui si accetta solo un certo stereotipo di bellezza. A dimostrarlo per l'ennesima volta è stato quanto capitato negli ultimi giorni alle modelle curvy di Calvin Klein, che sono state prese di mira sulla nota piattaforma e-commerce Zalando.

Gli haters si scagliano contro le curvy di Calvin Klein

Negli ultimi giorni Zalando, la nota piattaforma e-commerce, ha messo in vendita alcuni capi di lingerie Calvin Klein, un brand con cui collabora. Per sponsorizzare i prodotti, ha usato alcuni scatti della campagna pubblicitaria della Maison che vedevano come protagoniste delle modelle curvy. Portavano i completini intimi sportivi con l'elastico decorato con il logo del brand e mettevano in mostra le loro imperfezioni, dando prova del fatto che quei reggiseni e quegli slip erano perfetti per le donne "normali". Nonostante l'obiettivo fosse esaltare la bellezza di quelle che portano una taglia superiore alla 46, le modelle sono diventate vittime di body shaming. Sono stati moltissimi gli haters che hanno cominciato a prenderle di mira, offendendole in modo gratuito affermando "Grasse", "Ciccione", "Fate schifo". A segnalare quanto stava accadendo è stato Vincenzo Misto con la sua pagina social Il Signor Distruggere, sulla quale per primo ha denunciato il body shaming contro quelle donne "normali" in intimo.

Zalando si schiera contro il body shaming

Zalando non è rimasta indifferente di fronte a quelle terribili parole e ha pensato di intervenire personalmente oscurando i commenti offensivi e condividendo un post in cui si leggeva:

Da Zalando ci piace rappresentare e RISPETTARE la bellezza autentica e la diversità delle persone. Allo stesso modo, rispettiamo opinioni e gusti diversi dai nostri e il diritto di esprimerli. Tuttavia, non accettiamo che la nostra pagina diventi un luogo per diffondere messaggi di odio, offesa o disprezzo: per questo motivo, siamo stati costretti ad oscurare alcuni commenti.

Naturalmente non sono mancati i commenti da parte di donne che hanno elogiato la campagna di Calvin Klein ma quanto accaduto è la dimostrazione del fatto che, anche se la moda si apre alle diversità, il pubblico non sembra essere ancora pronto per questa "rivoluzione". Fino a quando le donne "normali" con qualche piccola imperfezione dovranno essere prese di mira e criticate per il loro aspetto?