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3 Febbraio 2021
11:40

Chi sono le persone ipersensibili: le quattro caratteristiche che le accomunano

Le persone in grado di cogliere le sfumature e i dettagli in ogni situazione, che immediatamente riescono a empatizzare con gli stati d’animo altrui, probabilmente sono delle persone ad alta sensibilità. La psicologa Elena Lupo ci spiega quali sono le caratteristiche di questo particolare tratto della personalità.
Intervista a Dott.ssa Elena Lupo
Psicologa, psicoterapeuta a indirizzo biosistemico,
A cura di Francesca Parlato
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Se appena entrate in una stanza riuscite immediatamente a percepire gli umori delle persone presenti, se i rumori e le luci hanno un effetto altamente stimolante, se fate fatica a stare sotto pressione, probabilmente siete delle persone altamente sensibili. Elaine Aron, psicologa, ricercatrice e docente universitaria, è stata la prima a parlare e approfondire questo particolare tratto della personalità, che caratterizza il 15-20% della popolazione. Empatia, emotività, profondità sono tra le caratteristiche principali. E se fino a oggi abbiamo creduto che essere troppo sensibili fosse sinonimo di debolezza e quindi tutt'altro che un valore, dobbiamo ricrederci. La maggior parte dei leader, artisti e musicisti sono delle persone altamente sensibili.

Le 4 caratteristiche delle persone altamente sensibili

L'alta sensibilità si sviluppa su quattro peculiarità fondamentali. "La prima riguarda la profonditàha spiegato a Fanpage.it la dottoressa Elena Lupo, psicologa, psicoterapeuta a indirizzo biosistemico, che si è formata con la dottoressa Aron, specializzata nel trattare persone con alta sensibilità –  Le persone altamente sensibili, si è visto anche dagli studi di neuroscienze, attivano alcune aree del cervello più profonde, rispetto alle non PAS". La seconda caratteristica riguarda il rischio di andare in sovraccarico o in bug: "Rumori forti, luci: la soglia sensoriale delle PAS è più bassa rispetto alle persone non altamente sensibili". Il terzo tratto è invece l'empatia: "C'è una maggiore capacità di comprendere gli stati emotivi di chi ci sta intorno. Anche in questo caso, la scienza, ha dimostrato che c'è un significativo afflusso di sangue in certe zone cerebrali, deputate all'emotività". Infine l'ultimo tratto: "La sensibilità ai dettagli, la capacità di leggere tra le righe, di percepire il linguaggio non verbale. Queste persone hanno la capacità di vedere ciò che di solito sfugge". 

Ipersensibilità: vantaggio o svantaggio?

Chi non possiede questa caratteristica potrà avere difficoltà a comprendere delle reazioni particolarmente emotive, non riuscirà a capire il tempo che le persone altamente sensibili impiegano a processare le informazioni. E per questi motivi questo tratto della personalità viene spesso visto come uno svantaggio. "L'alta sensibilità invece può essere un tratto assolutamente positivo proprio per la capacità di riuscire a cogliere sfumature, dettagli, elementi che di solito alle altre persone sfuggono o non interessano". Ma l'altra faccia della medaglia riguarda invece la fatica con cui si trovano a fare i conti per gestire quest'eccesso di emotività. "Il sovraccarico sensoriale e emotivo può essere pesante. Ci carichiamo (anche la psicologa è una persona altamente sensibile ndr) delle relazioni affettive, facciamo fatica a gestirle".

La capacità di adattamento

Altamente sensibili si nasce, si tratta di una caratteristica che ha anche una componente ereditaria. Ma la fatica a convivere con questa peculiarità è tanta. "È una questione di goodness of fit, di bontà di adattamento. L'alta sensibilità – spiega la psicologa – c'è sempre stata, anche tra gli animali, è una caratteristica come le altre, come avere gli occhi verdi. Il problema però nasce nella società contemporanea, dove i ritmi, l'inquinamento acustico e luminoso, rischiano di mandarci sempre in sovraccarico, rendendo difficile la gestione della nostra vita. Per questo bisogna lavorare sull'adattamento". Imparare a gestire l'ipersensibilità è il primo passo per far sì che questa sia un valore e non un peso: "Un percorso con uno psicoterapeuta, può essere utile per fare un reframe, ovvero una ricontestualizzazione. Chi è altamente sensibile ha bisogno di rivedere tutta la sua storia con occhi diversi e comprendere certe situazioni del passato sotto una nuova luce". Proprio per la loro empatia e capacità di comprendere gli stati d'animo, i percorsi delle persone altamente sensibili sono solitamente piuttosto brevi: "La profondità di elaborazione costituisce un vantaggio: riescono a capire perfettamente come sono e cosa vogliono fare nella vita. Ho visto, tra le persone che seguo, trasformazioni radicali nell'arco di periodi brevissimi. Le persone altamente sensibili quando diventano consapevoli delle loro caratteristiche riescono ad attivare dentro di sé quelle risorse enormi che avevano messo da parte spesso per mancanza di autostima". 

Il problema dell'autostima e l'importanza della famiglia

Autostima è una parola chiave per le persone altamente sensibili. "Per lo sviluppo dell'autostima è fondamentale la famiglia, la prima società in cui facciamo i nostri passi. Se nasciamo in un famiglia che valorizza quest'aspetto della nostra personalità sarà sicuramente più facile integrarlo bene nella nostra vita, fare delle scelte giuste". Al contrario invece una famiglia che vede nell'ipersensibilità un difetto da rifiutare o ostacolare, sarà artefice di tante insicurezza. "Soprattutto nei maschi un eccesso di sensibilità è spesso denigrato, considerato come una fragilità. E questo minerà all'autostima. Se mi convinco di essere sbagliato come potrò avere stima di me stesso?".

Come capire se siamo altamente sensibili

Se vi ritrovate in alcune delle caratteristiche descritte probabilmente siete delle persone altamente sensibili. Esiste comunque un test messo a punto dalla psicologa Aron insieme al marito Arthur Aron (neurologo) per verificare la vostra ipersensibilità. "Si tratta di un test autoriferito – spiega la psicologa – non è un test clinico perché non si tratta di una patologia". Prendere consapevolezza dell'alta sensibilità fornisce una sorta di libretto d'istruzione: "Una volta che ci conosciamo bene possiamo capire come funzionare al meglio".

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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