Martin Pistorius viveva in Sudafrica coi genitori, Joan e Rodney, e con dei fratelli più piccoli. Sognava di fare il tecnico elettronico, ma appena compiuti i 12 anni, il suo corpo ha cominciato lentamente a deteriorarsi, mese dopo mese, fino ad arrivare alla paralisi completa. E’ cominciato tutto con un semplice mal di gola e, col passare del tempo, il ragazzino ha iniziato a perdere la memoria e a non avere più il controllo sui suoi muscoli. Non riusciva a muoversi, né a parlare, si trattava di una specie di “coma virtuale”, come lo chiamava Martin stesso.

I medici non sono riusciti mai a scoprire le cause che hanno provocato la sua malattia. La madre di Martin per poco non si è suicidata dal dolore dopo aver ricevuto la notizia della malattia del suo bambino. Ancora più sconcertante è stata, però, la sua guarigione improvvisa, quasi miracolosa. A 16 anni, Martin ha cominciato lentamente a riacquistare le sue capacità motorie ed intellettive, tanto da diventare abbastanza forte da riuscire a stare dritto su una sedia a rotelle e da trovare un lavoro come tecnico in ospedale. Presto, tramite sua sorella, l’uomo ha anche conosciuto Joanna, che lo definiva “L’uomo più onesto che abbia mai incontrato”, e che ha sposato nel 2009. L'amore gli ha permesso di riprendersi del tutto e di ricominciare ad avere una vita quasi normale, anche se la sua guarigione rimane ancora un mistero per gli esperti. Oggi, a 10 anni di distanza da quella esperienza, ha scritto il libro “Ghost Boy”, in cui ha raccontato tutta la sua storia, sottolineando il fatto che ricorda ogni dettaglio dei suoi quattro anni di “buio”.