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Valentino Garavani festeggia 80 anni

L’ultimo imperatore della moda, creatore di stili e tendenze, ammaliatore di dive e principesse, spegne 80 candeline e festeggia un importante traguardo dopo una carriera lunga 45 anni.

Valentino Garavani festeggia  80 anni.

Sono ben ottanta le candeline che spegne oggi Valentino Garavani, l’ultimo imperatore della moda è nato l’11 maggio del 1932 a Voghera, lì di fonte alle riviste patinate e le dive del cinematografo sono iniziati i sogni di un bambino che, divenuto grande, ha regalato il medesimo sogno alle donne di tutto il mondo fino a farne una missione. La carriera di Garavani inizia negli anni ’50 a Parigi, dove si era trasferito dopo gli studi milanesi: si raffina presso l’École de La Chambre Syndacale, inizia a collaborare presso la casa di moda di Jean Dessès, nel 1955 giunge nell’atelier di Guy Laroche, un’esperienza così formativa da incoraggiarlo al passo decisivo. Tornato in Italia apre, con l’aiuto finanziario del padre, il suo primo atelier nella celebre via dei Condotti a Roma.

La carriera di Valentino è stata un’avventura lunga ben 45 anni: negli anni ’60 Valentino seduce la Francia (Vogue Paris gli dedica ben due pagine all’indomani della prima sfilata a Pitti Moda) e poi conquista l’America che lo consacra definitivamente quando Jacqueline Kennedy indossa una sua creazione per sposare il miliardario Aristotele Onassis. Da allora le dive di Hollywood non hanno mai smesso di indossarlo, da Elizabeth Taylor a Julia Roberts (indimenticabile nel ricevere l’Oscar per “Erin Brockovich” nel 2001 con un Valentino del 1991), come non hanno smesso le principesse e aristocratiche di tutto il mondo, come Rosario di Bulgaria, una delle muse del couturier.

Valentino Garavani ha fatto la storia della moda: creatore del celebre rosso a cui dà addirittura il nome, fu anche il primo designer ad inaugurare la logomania quando nel 1968 comparve il simbolo “V” sulla fibbia della cintura e sui bottoni, creò stili e tendenze prima di altri con collezioni storiche ( quella ispirata al safari nel deserto o quella di haute couture in cui volse lo sguardo al mondo orientale) e stampe copiate ed imitate come il leopardo o il zebrato, ma la cifra distintiva che lo rende unico e rende preziosi i suoi abiti è la sartorialità. Le sarte del suo atelier assomigliano infatti alle fate di una fiaba capaci di tessere sogni che costano fatica e lunghe ore di lavoro, da cui le cifre da capogiro che spesso raggiungono alcuni dei suoi abiti.

La bellezza è l’unico credo di questo uomo che ha fatto del suo lifestyle un mito, dalla rossa Mercedes blindata con cui andava in giro a Roma negli anni del terrorismo alle sue residenze da sogno, come il Castello di Wideville (alle porte di Parigi), dai Picasso ai ritratti che Andy Warhol gli dedicò, nulla è ordinario nella vita di Valentino che, bisogna precisarlo, ha beneficiato del talento imprenditoriale di Giancarlo Giammetti (per ben 12 anni compagno dello stilista e ancora oggi inseparabile amico fraterno) che ha seguito l’espansione del marchio e delle licenze negli anni ’70 e ’80, giungendo così a grandissimi fatturati.

Valentino ha abbandonato la moda, nel 2007, dopo i festeggiamenti romani per i 45 anni di carriera,  non riconoscendosi più in un sistema controllato da banche e gruppi finanziari (Valentino è stato venduto nel 1998 alla casa tedesca HDP, è poi passato al gruppo Marzotto ed è attualmente di proprietà del gruppo Permira). Le cerimonie sono state degne di un imperatore dell’antica Roma: il 6, 7 e 8 luglio del 2007 la capitale ha ospitato divi, esponenti dell’alta finanza, e il gotha della moda mondiale che è intervenuto all’apertura di una sontuosa mostra nello spazio dell’Ara Pacis, alla sfilata della collezione Alta Moda, al party nei suggestivi spazi archeologici del Tempio di Venere in una serata che ha visto il Colosseo illuminarsi del celebre rosso Valentino.

“Valentino: the last Emperor” è il documentario del 2008 diretto da Matt Tyrnauer che racconta i preparativi di questi festeggiamenti. Il film, presentato Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, ha avuto un grandissimo riscontro di critica e pubblico e ha tenuto impegnato lo stilista nella tournèe di presentazioni in numerosi altri festival e rassegne. Se infatti Valentino ha lasciato le passerelle, non può avere certo abbandonato la moda, così negli ultimi anni si è dedicato ad iniziative speciale,  da ultimo il suo grande e innovativo progetto del “Valentino Garavani Museum”, il primo museo virtuale al mondo, totalmente gratuito e che permette agli appassionati di ogni angolo del pianeta e soprattutto ai giovani desiderosi di apprendere l’arte di questo maestro, di vedere da vicino i suoi lavori seguendo interessanti percorsi tematici, perché in fondo la bellezza non muore mai.

Andrea Vigneri

www.thewardrobe.it

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