Se prima si aspettava un’occasione importante per andare a cena fuori in un ristorante di lusso, oggi, sarà per la crisi o per il desiderio di essere a tutti i costi “social”, ma la nuova tendenza chic si chiama home restaurant, praticamente dei ristoranti in casa propria. Quale modo migliore per mangiare qualcosa di genuino, a un prezzo modico e circondati da un’atmosfera accogliente e familiare?

Il fenomeno è già molto diffuso in America e in Europa e di recente anche gli italiani stanno “aggiungendo un posto a tavola”, organizzando delle cene in compagnia di perfetti sconosciuti. Esistono delle piattaforme social create appositamente per condividere l’evento organizzato a casa propria. Una di queste è Gnammo, su cui si contano circa 450 eventi in 119 città. I prezzi vanno dai 10 ai 90 euro, a seconda della cena a cui si vuole partecipare, e si paga direttamente tramite il sito o il profilo Facebook dell’home restaurant preferito. Tutti possono aprire un home restaurant. Non è infatti un’attività commerciale e non necessita di autorizzazione sanitaria. Fino ad un massimo lordo di 5 mila euro annui sarà considerato un’attività lavorativa occasionale, senza avere bisogno di una partita Iva.

Per il resto, l’importante sarà avere passione per la cucina, una casa accogliente e tanta fantasia. C’è chi organizza la “cena con destino”, durante la quale viene predetto il futuro tra una portata e l’altra, oppure chi si serve della propria libreria per raccontare aneddoti gastronomici della città, o ancora chi organizza dei corsi di cucina, il filo conduttore deve rimanere sempre il cibo. Gli home restaurant sono la soluzione ideale sia per i turisti che vogliono conoscere le tradizioni culinarie del paese visitato, sia per i residenti, che seguono sempre più la moda del “social eating” e che considerano la cena come un’ottima opportunità di socializzazione.