
L’accordo, siglato dai familiari, meglio dalla madre della ragazza, prevedeva il matrimonio della dodicenne rumena con un connazionale di ventuno anni. La cerimonia rom sarebbe avvenuta nello scorso settembre nella patria della ragazzina, poi trasferita in Italia, precisamente a Brescia, dove il ventunenne vive. A far scoprire la storia ai poliziotti della Squadra Mobile della città la stessa giovane sposa.
La dodicenne, riporta il TGcom, preoccupata dal fatto che il marito potesse essere malato di Aids, si era rivolta ai medici dell’ospedale, dove anche lui era in cura, da qui è partita l’operazione. Per il marito e la madre della ragazzina è scattato l’arresto. Sono entrambi accusati di riduzione in schiavitù oltre che di violenza sessuale. La madre della giovane viveva con la coppia. La ragazzina non andava a scuola, viveva in condizioni si semi clandestinità. Ora è stata affidata ad un centro protetto. Non è il primo episodio di “spose bambine”che viene scoperto a Brescia.
Nel 2008 un caso molto analogo era stato scoperto dalla Polizia: una dodicenne era stata data in sposa ad un kosovaro, anche lui ventiduenne, poi arrestato. Dai due era nata una figlia e proprio in occasione del parto, per cui la ragazzina era arrivata in ospedale, si era potuto scoprire del matrimonio. Al ragazzo era sta inflitta una pena di sei anni, sorte analoga per i genitori della ragazzina venduta. La Polizia in mattinata terrà una conferenza stampa per spiegare i dettagli dell’operazione. (foto radiodiaconia)
Marina Galatioto