Diverse ricerche condotte sulla felicità dimostrano che, superata una certa soglia, la ricchezza ha decisamente un impatto relativo sul benessere dell'uomo, mentre il tempo libero risulta essere un elemento-chiave per raggiungere l'appagamento. Inoltre sembra che dare e condividere con gli altri produce grandi soddisfazioni e che un rapporto diretto con la natura accresca il benessere. Tali risultati si scontrano con i modelli dominanti nelle società moderne, in cui il diktat è “lavorare e spendere”, in cui vige il consumo eccessivo e dove regna sovrano il concetto secondo cui “più è meglio”. Oggi però la crisi economica sta facendo capire che non è possibile continuare a spendere e sprecare come in passato. Inoltre negli ultimi anni si sta riscoprendo l’importanza della socialità anche grazie alla tecnologia e ai social network.

Il consumo collaborativo che rende felici –  In diversi paesi del mondo i ricercatori, ma anche le persone comuni, hanno iniziato a studiare e proporre nuovi modi di vivere. Tra i più apprezzati, gli stili di vita a basso impatto e il cosiddetto consumo collaborativo, lanciato da Roo Rogers e Rachel Botsman, ovvero un nuovo movimento culturale e organizzativo basato sul concetto che è meglio utilizzare e condividere piuttosto che possedere. Si tratta di un nuovo modo di intendere il consumo attraverso la condivisione, lo scambio, l’affitto e il baratto per ottenere gli stessi benefici della proprietà ma con una riduzione di costi e un impatto ambientale più basso. Il consumo collaborativo rende gli uomini più felici perchè fa rendere conto che il denaro non può comprare la felicità. Lo ha dimostrato anche un recente studio della San Francisco State University dal quale è emerso che le persone sono più felici quando fanno qualcosa insieme piuttosto che quando spendono denaro. Non è il possesso della cosa a darci gioia, quanto l'uso che ne possiamo fare e soprattutto la possibilità ci condividerla con altre persone.